Elezioni: un discorso pratico.

Ci siamo, si elegge e vorrei sommessamente (ma non troppo) dire la mia.
Chiarirò da subito che non parlo a tutti.

Per esempio, se tu, occasionale (abituale, lo escluderei) lettore di questo blog avessi ancora in animo di votare Berlusconi, dopo quasi vent’anni di quella che -per sintesi e a rischio di abbellire la situazione- definirò pioggia di merda, beh, cosa posso dirti, a parte consigliarti i gargarismi con l’acido muriatico che, credimi, fanno molto bene (asserzione che, se sei così scemo da credere al rimborso dell’IMU coi soldi della Svizzera, prenderai per buona a dispetto del teschietto sulla confezione)? Un bel sorso, oplà!

E neppure parlo a te, astenuto abituale o per la prima volta. Altri ti diranno che la tua scelta è comprensibile, ma sarei un ipocrita se lo ripetessi: penso in effetti tu stia facendo una scelta inesplicabilmente stupida, intollerabilmente superficiale e fondamentalmente dettata dall’incapacità di scegliere.
Versione lunga? Qui. Versione corta? Fai pure ma poi, ti prego, zitto per i prossimi quattro anni (tanto lo so che invece sarai quello che si lagna più di chiunque altro).

In definitiva vorrei parlare a chi fosse ancora indeciso, oppure a chi avesse già deciso per il voto di protesta: grillini in primis, ma anche rivoluzionaricivili.
Signori, sapete benissimo di non potere fare quello che dite di voler fare: i grillini non potranno mandare a casa il PD, anzi non potranno mandare a casa proprio nessuno: magari Fini e Rutelli, e sai che soddisfazione. Ma qualcuno dovrà governare e siccome i numeri per farlo da soli voi non li avrete (va bene sognare, ma drogarsi è altra cosa), con l’amabile tendenza al compromesso che avete dimostrato finora e che ha dimostrato il Grillo vi accomoderete all’opposizione. Con la simpatica conseguenza però che più voti avrete rispetto al PD più lo costringerete a scendere a compromessi (con Monti, col partito dei Pensionati, con al Polisportiva di Gabbianella Adriatica).
Sarà l’orrido inciucio che tanto avete detto di temere, contro cui vi siete scagliati o avete ascoltato Grillo scagliarsi, con in più una possibilità agghiacciante: un governo di larghe intese, con la partecipazione di Berlusconi resa necessaria dai numeri, con un bel Monti a presiederlo e a farsi ricattare da Berlusconi (sulla giustizia, sulle tv, sul conflitto di interessi) e senza possibilità di decidere una fava di sostanziale ma ben pronto a cucinarvi manicaretti come l’IMU. Yumm!
(Lo stesso ragionamento vale per i rivoluzionari civili, anche se lì il primato dell’ideologia sul pragmatismo rende tutto più complicato.)

Quindi, cosa vi sto chiedendo? Di tradire le vostre convinzioni?
No, non proprio.
Considerate il voto al PD al Senato.

Non sto scherzando, pensateci bene. La porcata di legge elettorale che abbiamo (vi ricordo, studiata apposta nel 2006 dalla destra  per azzoppare la vittoria, che si profilava, di Prodi) fa sì che la situazione rischi seriamente di sfociare in uno stallo, il che significherebbe ingovernabilità. “Quello che vogliamo” direte “così se ne vanno tutti a casa”.
Hm, davvero? Davvero pensate che andrà così? Andranno a casa? Bah.
Con l’Europa che vuole capire chi governa prima di sostenerci ancora con massicci acquisti del nostro debito, con la speculazione che non vede l’ora di pompare il famigerato spread fino al record mondiale, con le urgenze della crisi (lavoro, tasse, pensioni, coesione sociale) che premono? Vi pare possibile altra scelta che non il governissimo, il governo tecnico, un’ammucchiata così promiscua che Rocco Siffredi si sentirebbe a disagio (“ragazzi, eccheccazzi, un po’ di decoro! E tu svìtati dal mio coso, grazie”).

Invece, se col vostro voto disgiunto favoriste una solida per il PD, scongiurereste questo scenario e potreste accomodarvi a fare opposizione in attesa di candidarvi voi a primo partito nazionale (toccherà rilasciare qualche intervista e chiarire meglio cosa volete fare sulle principali questioni, tipo Euro-sì o Euro-no, ma son cose che col tempo si fanno). Oltretutto avreste, da oppositori, a che fare con la più conciliante delle maggioranze, quella di sinistra, nonché dalla più disponibile ad accogliere alcune vostre istanze, da quelle ecologiche a quelle sociali. O pensate di avere più facilità a dialogare col governissimo Montibis con il fondamentale apporto di Berlusconi?

Poi, alla Camera, liberi tutti: votate i grillini fino a farne il terzo, magari secondo partito d’Italia, portate in parlamento tutti i vaffanculo che vi pare, date pure tutti gli esempi di novità e rinnovamento che pensate di potere offrire a questo Paese. Magari non condivido le vostre aspettative, ma son pronto a ricredermi.
Ma al Senato votate PD;  Grillo non verrà a saperlo.

Siate pratici, visto che non siete ideologici.

 

(Ah, e per i lombardi: alla Regione votate Ambrosoli. Mica mi farete spiegare perché sia meglio di Maron-formigoni, vero?)

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20 responses to this post.

  1. Caro vecchio amico, hai detto cose molto sagge. Personalmente – come sai – avevo smesso di votare da anni perché non mi sentivo rappresentato da nessuno. Riprendo a votare per il motivo che dici tu: perché poi non è corretto lamentarsi se non ci hai messo il tuo i pegno a evitare che succedano le stronzate. Continuo a non sentirmi veramente rappresentato da nessuno (spero di ricredermi) ma ho deciso: voterò PD. Avrei preferito Matteo Renzi, ma c’è Bersani e ho deciso di fidarmi. I due precedenti governi di centro sinistra mi sono sembrati di basso profilo ma rispetto a quello che abbiamo visto prima e dopo, Prodi assomiglia sempre più a Chamberlain.
    Penso che l’Italia debba chiudere definitivamente la partita con Berlusconi, per cui il mio voto sarà un segnale in quella direzione. E spero che da lunedì Berlisconi abbia da a occuparsi solo del Milan…
    Penso che il mio voto al PD sarà un segnale forte contro pagliacci e velleitari di ogni genere: non voglio sostituire un dannoso pagliaccio con un altro.
    Ambrosoli mi sembra una brava persona (ma lo attendo sul terreno della Sanità, sul quale sento dire – da tutte le parti politiche – cazzate agghiaccianti: spero si sia circondato da gente saggia, chi lo conosce bene dice di sì): ho deciso di fidarmi.
    Non mi fido molto invece di Vendola, anche se mi fido più di lui che di D’Alema, di cui temo tuttora l’influenza e che rimane la mia unica vera remora nel dare il voto al PD. Non occorre che te ne spieghi i motivi, vero?
    Non mi fido per niente della sbandierata onestà di Grillo, uno che sta alla dialettica e alla tolleranza come io al fitness. Voteranno per lui tutti i cosiddetti delusi del sistema che già in passato hanno votato per soluzioni analoghe, compresa Lega o Berlusconi o Di Pietro: e infatti sono ancora lì a cercare l’Eldorado.
    Credo che la democrazia sia una questione di alternanza: adesso è arrivato il momento del PD.
    Spero che Renzi possa continuare a “farsi largo” nei vertici del PD: magari non sarà perfetto, ma mi piace pensare che lui sia il nuovo che avanza. Da questo punto di vista, il PD è l’unico partito a avere qualcosa del genere. E poi magari leva definitivamente dai coglioni D’Alema…
    Questa è la mia intenzione di voto. Riprendo a votare con l’intento di esserci, di rompere i coglioni, di dire ai destinatari del mio appoggio che io li ho votati e che mi aspetto che – una volta tanto – qualcuno faccia anche il proprio dovere…
    Pietrone

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    • Me la fai dire una bestialità? Sai che sono convinto che ad oggi avrebbe votato al tuo stesso modo e con le tue motivazioni il “tuo” Montanelli? E magari senza neanche turarsi il naso. Fantapolitica, mi rendo conto; però…

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      • Posted by pietrone on febbraio 23, 2013 at 5:27 pm

        Nessuna fantapolitica: ne sono assolutamente convinto anch’io. Però promettimi che cerchiamo di mandare fuori dai coglioni D’Alema, eh?…

  2. Beh lei è convincente, ma come ha detto nel suo post precedente non cambierò idea, e non penso cambierà lei idea per merito del mio commento (non sono incisivo e brillante, e non è per le argomentazioni, che per me sono valide, che lei non cambierà idea).

    E sono d’accordo con la sua idea di “voto utile”, perciò, perché non vota anche lei 5 stelle? Perché ostinarsi con perdenti da 20 anni? Solo perché hanno buona esperienza nel perdere?

    Perché, a parte la mia ironia sciapa, non mi sembra saggio non votare PDL per votare il PD, partito che poteva scegliere un giovane, ovvero Renzi e invece si è “accanito” con Bersani, non mi sembra saggio perché se è vero che il Cav. è un poco di buono (bazzica troppo spesso i tribunali) nel PD non ci sono meno ladri, e quindi se proprio vuole aggrapparsi alla facilità, a dire “io voto PD perché almeno non spreco il mio voto” allora convinca gli altri che la pensano come lei a votare altro. Lo so che la metterebbe in crisi trovare una valida alternativa, ma pensi se allora, che forse “lasciando a casa”, in termini di pochi voti presi, i soliti politici, Pd e Pdl, magari la prossima volta (e nel caso di un governo instabile, la prossima volta è molto vicina) si organizzano per darci candidati degni di un voto e non i soliti telamoni e cariatidi?

    Rispondi

  3. Allora, Ckf, mettiamoci d’accordo, diamoci del tu, un po’ perché frequenti questo blog (molto ben accetto/a, va detto) da abbastanza tempo da aggirartici in tuta e ciabatte, ma soprattutto perché non voglio più rileggere quattro volte l’incipit di un tuo intervento per capire di quale “lei” parli.

    Detto questo, ci sono molti motivi di contorno perché io non possa votare Cinquestelle, prevalenti su altrettanti motivi per cui invece potrei farlo. Ma per non iniziare uno dei miei pipponi andrò al punto, il vero motivo, quello che da solo basterebbe:io non credo nelle rivoluzioni.
    Nei cambiamenti sì.
    Nelle rivoluzioni no, storicamente servono solo a sostituire il dominio di una classe (gruppo, MOVIMENTO, aggregazione di interessi) col dominio di un’altra. Non lo dico io, lo dice Orwell in quel capolavoro di cinica e umana intelligenza che è “1984”. Stai parlando ad uno di sinistra che per questa convinzione non ha mai indossato una maglietta del Che, neanche per cuccare.

    Per questo ti dico che l’emergere della figura di Renzi, anche se non ha vinto, è già un cambiamento in atto, da qualche parte porterà. Il PD ha le primarie, ha una base con cui si confronta, affronta i cambiamenti con lentezza -d’accordo- ma li affronta.
    A me questo basta, ad oggi.
    Anche perché l’ultima rivoluzione italiana, l’ultimo “mandiamolituttiacasa”, si è verificato novant’anni fa e non è finito benissimo.

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    • Mamma sarebbe contrariata se mi leggesse dare il tu ad una persona a cui non ho mai stretto la mano ed è sicuramente meno giovane di me. Ma mamma non legge e farò un’eccezione.

      Quindi vada bene per il tu.

      Già che ci sono, voglio solo dire che sono un po’ più ottimista, sia perché non credo proprio che Grillo s’alleerà mai a destra, sia perché mi pare sia un po’ più aperto di mente e meno razzista. Spero che i fatti non mi smentiscano.

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    • Mi pare (non che io sia affidabile, lo ammetto) che l’ultimo “mandiamolituttiacasa” sia stato urlato non novant’anni fa, ma negli anni novanta, insieme alla discesa della società civile in politica.
      è andata meglio di novant’anni fa, ma peggio di come si sperava.

      Rispondi

  4. Posted by stregatto on febbraio 24, 2013 at 10:14 am

    Complimenti Xantro per l’analisi politica.Il mio cuore di ex sessantottino mi direbbe di votare per Grillo, ma per fortuna ho anche un cervello. I tempi sono cambiati, caro Dario Fo. Mi tapperò il naso, come disse il buon Montanelli, e voterò, anche se con la morte nel cuore, per Bersani

    Rispondi

  5. Posted by lup on febbraio 25, 2013 at 2:48 pm

    14.48
    ansia

    Rispondi

  6. Posted by lup on febbraio 26, 2013 at 9:30 am

    grillo non è il problema, leggi il programma e vedi che su certe cose è molto migliore di quello del pd (per esempio, finanziamenti solo alla scuola pubblica, blocco della tav, taglio dei costi della politica). ed è stato preso per il culo fin dal primo momento, fino al boom delle ultime amministrative. andava, e dico, andava ascoltato. le istanze che porta sono più che legittime.

    ma berlusconi cazzo. il 30% dei votanti lo rivorrebbe, su un’affluenza del 75%. quindi, a più di uno su cinque di quelli che incroci per strada (in lombardia molti di più) va bene come ha governato. puttane, condoni e merda sui servizi pubblici. a chi me la spiega regalo una cicca ciucciata

    Rispondi

  7. Posted by lup on febbraio 26, 2013 at 9:44 am

    ora, voglio una sola cosa: governo pd + m5s, riforma elettorale, dimezzamento dei parlamentari, bersani fuori dai coglioni, dentro renzi, elezioni.

    Rispondi

    • Hm. Sottoscrivo. Anche perché l’alternativa è governare con Berlusconi e puttanacazzo questo no.
      No, no, no.

      Rispondi

      • Quello che non sottoscrive pare sia il piccolo Matteo.
        Credo si sia messo gli occhuiali, naso finto e baffi alla Groucho pur di sparire-
        come scrivo dal Bisonte…

        Che chi glielo fa fare, a Matteo, di pigliarsi la grana di far quadrare riforme, futuro e grillinate, se adesso può fare senza sforzo la bella figura del rispettoso delle gerarchie e rispetto del vincitore perdente e poi – finito il bagno di sangue interno al PD ed esterno in parlamento- essere richiamato come Uomo della Provvidenza del CentroSinistra e vincere facile?

      • Il Piccolo Matteo era quello che aveva proposto un drastico taglio dei costi della politica, dimostrando di avere capito per tempo l’aria che tirava.
        Puoi avere ragione sulla facilità con cui Renzi può emergere; ma il rischio è quello di essere fra breve a capo di un partito allo sbando, sotto il 15%.
        Son giorni delicati, e quando dico delicati intendo dimmerda.

  8. Concordo totalmente con lup. Il fatto che probabilmente Napolitano affiderá il governo (!) a Bersani, e la totale distanza dalla realtá di quest´ultimo, purtroppo impedirá che Bersani si dimetta.

    Noto con una tristezza infinita che il PD, per come é strutturato (ha votato al 60% Bersani alle primarie, va sempre ricordato) é inadatto al governo. Giaguari, feste dell´Unitá, circoli si; governare, no. Siamo sempre a parlare di un segretario che si deve levare dai maroni, dopo le elezioni.

    Rispondi

  9. Posted by lup on febbraio 26, 2013 at 1:51 pm

    il Pd ha il vecchio vizio del Pci, di sputare sui movimenti. (e non dire di no, altrimenti leggiti, tanto per dirne una, http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=7512 L’aspra stagione, storie di Carlo Rivolta.

    sempre a parlare di responsabilità, sacrifici, austerità, mai ai bisogni della gente.
    cosa andava fatto?
    nel 2006, quando si vinse per uno sputo e quello sputo era Mastella (in tutti i sensi), occorreva fare una nuova legge elettorale e ridurre i parlamentare.
    nel novembre 2011 bisognava andare a votare, b. l’aveva cacciato l’europa, non noi, (ma d’altra parte, da un paese che ha avuto mussolini, l’ha amato, e l’ha odiato solo quando era già appeso come il porco che era, b. fa la figura del vecchietto puttaniere simpaticone)
    e ora ce lo ritroviamo in mezzo ai coglioni.
    vatti a leggere cosa raccontano i wu ming di bologna, poi non chiediamoci perché si perde continuamente. non so te, ma io, a furia di sentirti dire che dobbiamo essere responsabili, ho votato pd o sel o sailcazzochi solo ed esclusivamente perché l’alternativa era b. e da quanto ci raccontiamo ste palle?

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