Se il poker ci insegna qualcosa.

Voi avete in mano un tris di nove, servito.
Il pelato di fronte a voi suda sulla cucuzza, mentre guarda la mano. Si agita sulla sedia, mugugna. Cerca anche di darsi un tono, ma quando gli chiedi quante carte vuole cambiare, dice “qua-a-attro” con vocina strozzata. Poi le guarda, impreca, si agita tanto che gliene cadono tre  e voi, anche senza volerlo, prima che le raccolga vedete un re di picche, un dieci di fiori e un sette di cuori. Difficile che abbia in mano qualcosa di diverso da quello che i più esperti giocatori definirebbero “un sontuoso cazzo di niente” in confronto al vostro tris.
Gli altri lasciano. Lui vi fissa con gli occhi vitrei e non dice parola.
Fate per allungare la mano sul piatto, ma lui vi ferma.
“Non ho mica parlato!” protesta.
“E parla, allora” gli rispondete a metà fra il perplesso e il divertito.
Lui si asciuga con la cravatta la pelata, poi sempre con voce strozzata dichiara “rilancio con tutto” e spinge con gesto plateale tutte le poche fiches rimastegli al centro del tavolo.“Ch-che fai, vedi?”
Voi cosa fareste?

No, non è un racconto. E’ un’analogia.

Berlusconi minaccia di far cadere il governo se non gli parano il culo con uno stratagemma politico-legale che neanche si da la pena di inventarsi da solo.
La non-retroattività, sbandierata da alcuni fra i meno lucidi – che è un bel match, eh?- dei suoi leccaculo, della legge Severino, quella che gli impedisce in quanto condannato in via definitiva di candidarsi, è una tale idiozia che basterebbe un fuori corso in giurisprudenza che abbia preso un generoso 18 all’esame di Diritto Costituzionale per sgonfiarla come un sufflè mal riuscito.
E le altre idee sono solo peggio. Nella sua cristallina facciadimerdaggine, la Santanchè ha dichiarato “la trovi Napolitano la via d’uscita”, omettendo per fortuna “mentre lo cavalco vestita di pelle”.

Fatto sta che se Berlusconi davvero tenesse fede alla minaccia, si andrebbe alle votazioni per chiara colpa sua, buttando via mesi di ulteriori sacrifici, con una legge elettorale schifosa, senza avere ottenuto la regalia dell’abolizione dell’IMU per il suo elettorato, e soprattutto senza la possibilità per il Silvio di candidarsi e la necessità di indicare su due piedi un credibile premier sostituto per li centrodestra che –ironia-  in vent’anni lui ha fatto di tutto perché non nascesse.
Politicamente, questa mano è quello che a me sembra un sontuoso cazzo di niente, anche senza essere un esperto di poker. Un bluff, se ne ho mai visto uno.
“Vedo” direi io. Voi no?

A meno che, ovviamente, quello che vi interessa non sia altro che la prosecuzione della partita. Allora sì, dovreste lasciare che il pelato si prenda il piatto.
Vero, gruppo dirigente del PD?

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2 responses to this post.

  1. Secondo me, è solo invidia.

    I Piddini sono verdi (o Verdini?) nel vedere lo spettacolo d’arte varia delle Amazzoni, Pitonesse, Falchi, Colombe, e bestie varie.

    I Berluscones si stanno arrampicando sugli specchi acrobaticamente che neanche il Cirque du Soleil.
    E tutti cantano lo stesso spartito.

    I piddini non riescono neanche a trovare l’accordo di basso, si arrampicano su mille specchi diversi e, perso Bersani/Crozza, non sono neanche divertenti.

    Rispondi

  2. Oh, han visto il bluff ed ha funzionato.

    eh,eh,figaaata! (detto come lo dice Crozza quando fa il Picinìn Nostro)

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