Tutto quello che avreste voluto dimenticare del 2013, ma che io -carogna- vi ricordo.

Come anno, tutto quello che si può dire di buono è che è stato certamente, senza tema di smentita, dispari. E qui finiscono le lodi.

Il resto sono notizie più o meno agghiaggianti, come direbbe Antonio Conte. Ma si tenga anche presente che le buone notizie non ricevono lo stresso risalto della cattive, per cui ce ne sono molte che non vi vengono comunicate: per fare un esempio, se leggete che in un incidente sono morti tre giovani di rirtorno da un concerto, quello che probabilmente non verrete a sapere è che erano fan dei Modà e che quindi ce ne sono tre di meno. Vedete? basta prendere le cose dal lato buono.

Detto questo , passiamo in rassegna -DOVE ANDATE? QUI, dovete stare, QUI, a leggervi il pezzone. Non si scampa. E’ una tradizione, e come i canditi nel panettone la si sorbe anche se non piace a nessuno.

GENNAIO.
Mese moscetto, succede poco. Il mondo si annoia, quindi la Francia dice “Ehi, vi ricordate il casino che abbiamo fatto l’anno scorso in Libia? Dai, rifacciamolo in Mali!”. E via truppe, bombardieri, caccia ad Al Qaeda (gli unici al mondo più antipatici ancora dei francesi, il che è tutto dire) il tutto al ritmo della musichetta del can-can e con la pronuncia della Pantera Rosa! “Scè un golpe in questo deserto, a-han!”
Gli Irlandesi assumono la Presidenza di turno alla UE, ma poiché viene bocciata la proposta di ribattezzarla Leprechaunia mettono il broncio e per tutto il semestre non ci sarà modo di staccarli dal boccale di Guinness. Non che nessuno abbia mai creduto fosse possibile, del resto.
Lionel Messi vince il suo quarto Pallone d’Oro consecutivo e per metterlo sula mensola più alta si fa lanciare da una catapulta, dribblando il lampadario e l’architrave con la consueta eleganza.
Muore Mariangela Melato e qualche migliaio di siriani, ma con meno applausi.

FEBBRAIO.
Isole Salomone, terremoto e tsunami, più la sgradevole sensazione di non avere mai saputo dove fossero le Isole Salomone. Ma la vita continua.
il Papa Tetesco XVI fa due razionali riflessioni e decide di ritirarsi per godersi la pensione e farsi una crociera con la liquidazione. Quando lo avvertono che per tradizione millenaria non c’è alcuna liquidazione, men che meno la pensione, al massimo una sepoltura pomposa, il tapino vorrebbe ripensarci  ma non ci sono neppure sindacati in Vaticano e gli tocca confermare. Assumerà il ruolo di “Pontefice Emerito” che significa –dal latino- “quello che sopravvive ingozzandosi la notte di ostie sconsacrate che ruba dal tabernacolo, finché facciamo finta di non accorgercene” (lingua dal grande potenziale espressivo, il latino).
A metà febbraio un meteorite esplode sopra una località russa più ignota ancora delle Salomone, facendo migliaia di feriti da schegge di vetro.
In Italia Marco Mengoni vince il Festival di Sanremo e i russi, mentre ancora si tolgono con le pinze le schegge di vetro dalla cornea a -23°, commentano che in fondo sono stati fortunati, pensa quei poveri italiani.
E a proposito di italiani sfigati: arrivano le elezioni e non vince praticamente nessuno: su quattro italiani, uno vota Bersani, uno Grillo, uno Berlusconi e l’altro scrive vivalafiga sulla scheda elettorale, confermandosi il più avveduto e lungimirante dei quattro.

MARZO.
Viene eletto “El Papa”, un argentino che sembra avere studiato Catechismo sui testi di Jovanotti, Economia nei caruggi di Genova,  e Tradizione Decoro Papale dai film su Don Camillo. Un simpa; per essere un papa, si intende. Quando, interrogato a proposito di gay e religione, risponde “chi sono io per giudicare?” non fa in tempo a finire la frase che dall’alto molti giurano di avere sentito un vocione commentare “ooooh, e checcazzo ci voleva per arrivarci?”. Ma non ci sono registrazioni.
E poi avere rinunciato alla stola di ermellino in favore di un vecchio giubbotto di jeans di quando faceva parte di una gang di motociclisti in Argentina lo rende molto popolare.
In Italia il dibattito politico è incentrato sul tentativo di Bersani di fare un governo coi grillini, proposta che gli vale, di primo acchito, una scorreggia fatta con l’ascella, l’ostensione di numerose natiche e una triglia in faccia. Ma dopo questo incoraggiante inizio la promettente trattativa si impantana e quando gli tirano contro un bastone da hockey, un filodendro e una ciabatta in ottone anche Bersani capisce che forse i grillini di fare un governo con lui, col PD, con SEL, con qualsiasi cosa che non siano i grillini stessi non hanno nessuna intenzione.
Intanto muore anche Enzo Jannacci, al vaglio degli inquirenti la versione dell’accaduto fornita dal fratello (gemello, per la precisione) dell’Armando. Ci sono buchi negli alibi.

APRILE.
Show del PD, roba che Crozza medita seriamente di fare il concorso alle Poste sentendosi derubato del proprio mestiere.  Prima decidono di eleggere Capo dello Stato Marini, poi quando si ricordano che è impagliato dal ’97 impallinano la sua candidatura, quindi virano su Prodi e poi impallinano pure quello, infine ripescano Napolitano senza neppure lasciargli finire il brodino con cui stava festeggiando il congedo, quindi si dividono in un tale numero di correnti, fazioni e sottomozioni che ogni singolo parlamentare ne rappresenta dalle tre alle cinque e spesso disapprova e stigmatizza le proprie parole prima ancora di finire la frase.
Infine viene eletto Presidente del Consiglio Letta, ma quello del PD, col sostegno determinante di Berlusconi, una possibilità che per quanto mi sforzi di ricordare mi pare che in campagna elettorale non fosse stata esattamente indicata come obiettivo, neppure da Berlusconi. E neppure, ora che ci penso, dai grillini. E non credo neppure dagli elettori. Probabilmente una congiura della Svizzera.
Intanto la Juventus di Antonio Conte vince nuovamente il campionato, il Napoli arriva secondo e il Milan quindicesimo, ma coi rigori terzo.

MAGGIO.
Entra in circolazione la nuova banconota da €5, che non funziona nei distributori. Sospetti sulle Sette Sorelle, un piano per farci fare il pieno.
La nave cargo Jolly Nero nel fare manovra urta la torre di controllo del porto di Genova, tirandola giù. 9 morti. Riconsiderate, forse vostra moglie non parcheggia poi così male.
Renzi si veste da Fonzie per il settimanale “Chi” e va ad “Amici” di Maria De Filippi, dove viene messo in sfida e contestato dalla Celentano per le sue ginocchia ossute (battuta dalla quale potete capire quante puntate dell’orrido talent io mi sia, mio malgrado, sciroppato in questi anni). Allo Zecchino d’Oro si presenta in calzoncini corti ma il suo discorso sui Quarantaquatto Gatti  non riscalda la platea.
Dei tedeschi vincono la Champions League contro degli altri tedeschi, per consegnare il premio a Robben devono inseguirlo in moto per miglia, non aveva capito che la partita era finita e ha continuato a correre uscendo dagli spogliatoi, dallo stadio di Wembley e da Londra; lo fermano nell’Herefordshire  che dribbla alcune pecore.
Muoiono Massimo Catalano, Little Tony e Franca Rame, più il solito migliaio di siriani.
Muore però anche Giulio Andreotti e io non riesco a scriverlo senza accennare ad un passo di tip-tap. E’ più forte di me. Ed è meglio che passi ad un altro argomento, perché sento montare un desiderio di rumba.

GIUGNO.
Proteste feroci in Turchia. Tumulti in Brasile. Come se il Governo Letta ce l’avessero loro.
Edward Snowden sputtana i servizi segreti britannico-statunitensi, rivelando che spiavano governi, concittadini e la bonazza del quinto piano quando fa le pulizie in tutina.
Muore Margherita Hack, studiosa così razionale da avere messo in riga alcune costellazioni che secondo lei erano fuori posto. Una di queste si è anche scusata con un mazzo di meteoriti.

LUGLIO.
In Egitto viene deposto Mohammed Morsi, rivelatosi una volta al Governo un integralista religioso privo di lungimiranza, attaccato al potere e alle poltrone, distributore di favori e prebende: praticamente Pierferdinando Casini. I Francesi già si agitano, in previsione di spostare il party dal Mali all’Egitto.
In Europa la Presidenza di turno tocca alla Lituania, che è un po’ come fare il capitano della squadra di calcio al mingherlino occhialuto che non gioca mai.
Deraglia con effetti disastrosi il treno che porta i pellegrini a Santiago di Compostela, viaggiava a 190 km/h (limite: 80). “A Dio sta sul cazzo chi bara” (cit. Spinoza).
Non muore nessuno d’interessante, egiziani e falsi pellegrini fan numero. I siriani, neanche quello.
Fa notizia invece la nascita del Royal Baby in terra britannica, avvenimento che riporto solo ed esclusivamente per potere guidare il coro; pronti? Tutti insieme, al mio tre. Uno, due, tre “E ‘STI CAZZI?” (Grazie, è stato catartico.)

AGOSTO.
Silvio Berlusconi viene condannato in via definitiva per una piccola dimenticanza nella compilazione della dichiarazione dei redditi, una svista insignificante che sottrae al fisco l’equivalente di sei anni di PIL dell’Azerbaijan. Io che –lo sapete- l’ho sempre ritenuto incapace di delinquere, provo delusione, smarrimento e un vago sospetto di persecuzione; poi mi ricordo di non esser un totale coglione e concludo che qualche mese a nettare latrine in un ospizio è proprio li minimo minimo. Siamo solo vent’anni in ritardo, ma insomma.
In Siria, avendo quasi esaurito il campionario di atrocità, si passa ad armi chimiche. Un passo più in là c’è l’opera omnia di Biagio Antonacci, il mondo spera non si arrivi a tanto.

SETTEMBRE.
Il relitto della Costa Concordia viene raddrizzato con una manovra tanto spettacolare quanto pubblicizzata; piovono paragoni e spericolate analogie, da Letta in giù, del tipo “raddrizzeremo l’Italia”. Qualcuno nota che ci son riusciti perché il direttore non era italiano. E che c’è differenza fra un relitto e un fossile.
In Cermania stravince le elezioni la lungimirante, saggia, perspicace e longilinea Angela Merkel. Che tanto bene ha fatto fino ad oggi all’Europa e che tanto ancora farà. Insieme alla pellagra.
Un rapposrto ONU indaga e scova prove sull’uso contro la popolazione civile dei gas chimici in Siria. Cacchio, ma sarà mica mai che i siriani li dobbiamo catalogare tra i morti interessanti?
Muore Alberto Bevilacqua, proprio mentre era sul punto di dire per la prima volta una cosa originale. Peccato.

OTTOBRE.
Tragedia al largo di Lampedusa, barcone si incendia, 366 morti. Pochi giorni dopo si rovescia un barcone, 38 morti, 147 superstiti e 50 dispersi. In Italia viene proclamato il lutto nazionale il 12 ottobre. “L’Italia è paese strano, se ci nasci non sei cittadino, se ci muori è lutto nazionale.” (ancora cit. Spinoza)
L’Alitalia, toh, finisce i soldi, di nuovo. Se avete mai prestato dei soldi ad un parente o un amico cretino, spendaccione, dipendente da videopoker, alcool, marjuana e capi di Dolce e Gabbana (io sì, ma distribuiti su più persone) avete un’idea di come dovremmo sentirci come italiani. Per il salvataggio si fanno avanti Air France e Aeroflot, ma solo per il gusto di riderci in faccia e andarsene. Alla fine intervengono le Poste, che se avete un’idea di come viaggia una lettera potete immaginare come sarà il vostro prossimo volo con Alitalia (probabilmente finirete a casa di un vicino, ma dopo sei mesi). Soprattutto vedo bene, nei check-in, cortesia e speditezza, specialità  in cui da anni gli sportelli postali eccellono.
E per la serie “fare il pagliaccio non è un mestiere, il circo è Arte” Berlusconi tenta di affondare il Governo Letta, perde Alfano che si defila con una trentina di congiurati, vede litigare Cicchitto con Bondi e si rende conto –come noi- di non sapere distinguere l’uno dall’altro, alla fine rimane solo con Scilipoti, la Santanché, Capezzone, Gasparri e una scimmia cerebrolesa, con cui almeno può fare qualche ragionamento sensato. Il miserabile gambitto fallisce e il voltafaccia del Silvio che alla fine vota la fiducia al Governo dopo averne proposto la sfiducia è un pezzo da antologia del facciadiculismo.
Muoiono, oltre ai migranti di cui sopra e un altro po’ di siriani senza gas e senza titoli (ah, ecco, mi pareva), Giuliano Gemma, Võ Nguyên Giáp, Lou Reed e Andrea Brambilla- altrimenti detto Zuzzurro. Muore pure Erich Priebke e non si riesce neanche a seppellirlo neppure in mare, perché –come si sa- galleggerebbe.

NOVEMBRE.
Il tifone Haiyan si abbatte sulle Filippine, 81 tornado negli Stati Uniti, in Sardegna il ciclone Cleopatra travolge le case abusive condonate. Allora, o rivediamo la nostra definizione di “evento eccezionale” o ammettiamo che qualcosa nel clima è cambiato davvero.
E, a proposito di evento eccezionale, crolla il tetto di un supermercato a Riga, uccidendo 50 persone a causa della neve accumulata sul tetto. La neve sul tetto. In Lettonia. A Novembre. E noi a questi abbiamo dato il semestre di Presidenza della UE.
Il Senato della Repubblica Italiana approva la decadenza di Silvio Berlusconi da Senatore e contemporaneamente, visto che c’erano,  anche del cavallo di Catilina, provvedimenti ugualmente tardivi.
Attento al marketing, il Silvio per tutta risposta annuncia la rinascita di Forza Italia; in effetti fra tv, fumetti e giochi è mica stato l’anni di The Walking Dead?
Governo imbarazzato dalle telefonate mielose fra Cancellieri e l’indagato per corruzione e ogni tipo di abuso Ligresti, un po’ come scoprire un carteggio di corrispondenza amichevole e benevolo fra Bush e Osama Bin Laden.

DICEMBRE.
La Corte Costituzionale, co singolare tempismo, dichiara la legge elettorale nota come Porcellum incostituzionale, fatta alla cazzo e opera di uno stronzo su commissione di un altro stronzo. Ma va, ma per sul serio? Adesso attendo che sanciscano che il sole scalda e finiamo l’anno in bellezza.
Muore Mandela, eccezionalmente salto la battuta e mi tolgo il cappello.
La Juve esce dalla Champions League per troppi pareggi. La Roma in campionato inanella vittorie e sciorina bel gioco, difesa granitica e gol, che le permettono di mangiare la polvere della Juve a 5 punti di distanza. In Champions rimane il Milan, che dalla Juve dista in campionato 27 punti. Mah.
Gli ultimi giorni dell’anno, il pilota di Formula 1 Schumacher, che per anni ha salutato col dito medio ad ogni curva l’incappucciata col falcione, la incontra inattesa e appollaiata su di un abete in una sciata fuoripista. Ora, non voglio dire, è presto per capire come andrà a finire, ma vi ricordo che questo tipo di post non ha portato benissimo ad Andreotti  l’anno scorso.

 ***

Con questo, direi che il pezzone di fine anno è finito. Alcuni di voi si stupiranno di non avere trovato accenni a Miley Cyrus o al Movimento 5 Stelle, ma devo dire che non sono particolarmente interessato ai fenomeni  mediatici.

Mi resta quindi solo di ringraziare Locomotiva, che di questo pezzone è stato richiedente, ricercatore e collaboratore (sue alcune delle battute, probabilmente quelle che vi hanno fatto sorridere) e augurare a tutti voi (e a Schumacher, che dopo la gufata mi sento in colpa) uno splendido 2014, di cui intravedo già un significativo segnale di discontinuità rispetto all’anno ormai passato.
Infatti, sarà pari.

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13 responses to this post.

  1. Posted by ImpiegataSclerata on dicembre 31, 2013 at 7:22 pm

    Prima?
    Veramente brillante. Complimenti vivissimi a tutti e due.
    Tantissimi auguri e tanta salute a tutti, nella speranza che il peggio sia passato. Preghiamo….

    Rispondi

  2. Grazie, amico mio. Erano giorni che la stavo aspettando ansioso. Buon anno pari a te e alla tua famiglia!

    Rispondi

  3. Bravò! ( alla franscese, n’est pas?)

    Rispondi

  4. Posted by stregatto on gennaio 1, 2014 at 10:31 am

    Complimenti. Quest’anno ti sei superato. Ti proporrò per il premio “Puzzzer” di giornalismo

    Rispondi

  5. bravo sandro!! …e x quanto mi riguarda “w la figa” ah ah 😉

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  6. Grandi applausi, caro mio. Sull´Armando, anche di piú. Ormai vivo l´anno solare con grande spirito zen, in attesa del tuo post.

    Rispondi

  7. Posted by stregatto on febbraio 14, 2014 at 2:18 pm

    Il cavallo decaduto da senatore era di Caligola, non Catilina. Non vorrei che per questo refuso la Corte Costituzionale rifacesse il processo a Berlusconi; sarebbe troppo!

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