Archive for febbraio 2014

Pessimismo e fastidio.

Seguo le vicende politiche di queste ore (a futura memoria, ricorderò che è in atto un confronto fra Letta attaccato come un mitile alla Presidenza del Consiglio, e Renzi, che totalmente dimentico delle proprie  rassicurazioni e dichiarazioni pubbliche di intenti degli ultimi mesi, tenta di aprirgli le valve con l’ausilio del proprio ruolo di Segretario del PD, usato a m0′ di piede di porco) con -vediamo se riesco a sintetizzare- incredulità, crescente fatalismo, preoccupazione.

Sono personalmente fra i molti che pensano che Renzi stia per fare una cazzata: non tanto per brama di potere (spiegazione semplicistica, buona per pentastellati o “sinistra-vera”) quanto per sopravvalutazione delle proprie capacità.
Matteo, che vuoi che ti dica? Vediamo, magari hai ragione tu e sostituire Letta alla testa di un governo impantanato e incapace per sua stessa natura, e non certo uscito dalle urne, è una buona idea.

 
A me, frulla però in testa in queste ore la profezia di Cristiano Valli:
“Governeranno esattamente il tempo necessario per stare sul cazzo a tutti, non un minuto di più.”
Come in una puntata di The Walking Dead, ho la senzsazione che, se nessuno sta barando sulla sceneggiatura, non possa finire bene. Vediamo.

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Cronosisma

Nel suo romanzo “Cronosisma” Kurt Vonnegut (che, se non vi ho mai detto che era un genio, beh, ve lo dico adesso) immagina che, a causa di una distorsione nello scorrere del tempo, tutti tornino indietro di alcuni anni e, non potendo cambiare il passato, siano costretti a rivivere nuovamente gli anni passati esattamente nello stesso modo in cui li avevano già vissuti.

Dev’essere questo che sta succedendo in Italia. Un cronosisma di venti anni.

Casini sta vivendo il suo ritorno di fiamma per Berlusconi, paiono tornati ai tempi del fidanzamento. La sinistra è convinta di vincere le prossime elezioni, che invece perderà. I leghisti agitano manette in Parlamento, teneri. E quelli del Movimento 5 Stelle, che sono tutti più giovani, si comportano esattamente come si comportavano vent’anni fa, all’asilo.