Archive for marzo 2014

E questi poi fanno le recensioni su Tripadvisor.

Pranzo all’ottimo Mystic Burger di Como, da solo, così posso origliare. Al tavolo accanto al mio, un’esile fanciulla un tantino nevrotica -tipo una Margherita Buy degli esordi- ordina il panino “Ul Pulaster”, la cui ricetta è:

  • Pane artigianale crunchy mais (Il Forno di Alice)  
  • Hamburger di pollo italiano (Macelleria Viganò)  
  • Uovo all’occhio di bue 
  • Riccioli di pancetta affumicata croccantissima (Marco D’Oggiono)  
  • Sautè di peperoni  
  • Scamorza affumicata (Caseificio Pugliese Fiordilatte)

Bene, la sconsiderata così ordina: solo il pollo, più una foglia di insalata. Al termine della consumazione, il suo commento è “non so, mi è sembrato tutto un po’ insipido”. Non so, provare a levare pure il pane?

La gente si devono ripigliarsi.

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Buon sangue.

Io: “Hai poi trovato la sciarpa di Gaia?”
Faffo: “Sì, trovata.”
Io: “E dov’era?”
Faffo: “Nel cesto delle sciarpe, dove doveva essere.”

(Dopo avere riflettuto) Gaia:
Bisogna guardare con gli occhi per trovare le cose.
Non come papà, che usa le orecchie; lui vuole SENTIRSI DIRE dove sono le cose
.”

Sono orgoglioso della capacità logica e dell’humor di mia figlia; ed è un bene, perché così non la strangolo. Per ora.

Con tutta la simpatia di noi gobbi.

Dopo lo 0-2 di San Siro (Lllorrente, Tevez) alcune brevi considerazioni, più una già più lunga.

Primo: se nel calcio il gol fosse un particolare, il Milan avrebbe meritato i 3 punti. Ma non lo è.
Secondo: quel numero 10 sulle spalle di Tevez inizia a non sembrarmi piú tanto strano.
Terzo: i milanisti l’hanno applaudito, lo scimmione, alla sua uscita. Beh, chapeau a loro.

A latere, un pensiero che dal calcio sconfina: Tevez, come tutti sanno, tre anni fa era già del Milan, tutto fatto. Ma si preferì confermare Pato, che trombava con la figlia del Presidente. Oggi Pato credo sorvegli le borse dei compagni mentre quelli giocano, in non so quale squadra -non di vertice- brasiliana; Tevez, beh, gioca in una maniera semplicemente mostruosa, e alla sua non verde età solo per monumentale idiozia del CT argentino non farà i mondiali.
Il che dimostra, anche a quelli che il lunedì preferiscono parlare di calcio invece che di politica, almeno due cose che in questa sede ma per altri motivi da tempo vado sostenendo: che il conflitto di interessi di chi prende decisioni lo paga chi da quelle decisioni lecitamente si attendeva il meglio; e che Berlusconi, con buona pace dei suoi generosi sostenitori, è da tempo rincoglionito.