Almeno lo spelling, suwwia!

Ok, mi rendo conto che non è un argomento di importanza capitale ma -che volete?- ultimamente sono piuttosto in pace col mondo o forse mi sento solo consapevole che quelli che hanno ben chiaro cosa non va su questo pianeta e sanno esattamente cosa fare per rimediare prima o poi tirano in ballo un argomento a scelta fra la triade signoraggio (un po’ in calo), scie chimiche (attualissimo) e l’11 settembre come organizzato ed eseguito dalla CIA per vedere un tocco di cielo più ampio (un classico che non accenna a tramontare).
Nel mio piccolo invece sento di potere coraggiosamente affrontare un argomento alla mia portata: lo spelling della lettera V.
Siete anche voi di quelli che la chiamano “vu”. E se sì, perché?
O meglio, perché cazzo?

In italiano è “vi”, non “vu”.  Ve lo ricordate l’alfabeto? Io sì, almeno alcuni pezzi; e so che si conclude con “ti-u-VI-zeta”.
Sarà magari “vu” in francese, ma lo spelling non è esattamente l’ambito in cui valga la pena di sfoggiare la vostra erudita padronanza di quella lingua così sciarmànt.
Poi io magari ci metto del mio ogni volta che interpreto “vu” come “w” ma dovete ammettere che quando fate lo spelling di un indirizzo email con “vuvuvù” intendete “www” e non “vvv”.

Insomma, non sono io che sbaglio i codici fiscali, siete voi che siete strambi.

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13 responses to this post.

  1. guardi, da che mondo è mondo la w si chiama “doppia vu” e quindi è normale che la v sia la “vu”, s’adegui

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  2. Per carità, son daccordo eh. Ma tu dici tivì o tivù? e doppia vù o doppia vì?

    (e, per rimanere nel tema del blog:

    Dante il rappresentante litigò col geometra sui nomi in inglese, soprattutto sul fatto se Gary Cooper si pronuncia Coper o Cuper.
    – Ignorante – diceva il geometra – non lo sai che la doppia o si pronuncia “u”?
    – Ah, sì? – rispose Dante – e tu come dici, cooperativa o cuperativa?
    E la ebbe vinta.

    )

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    • Ti risponderei che
      1) la W non è una lettera italiana, quindi è logico che la pronunci alla straniera, come pronuncio “gei” la J
      2) volendo (ma qui manco di appigli) potremmo considerare la sigla “tv” come internazionale a sua volta, non è detto sia l’acronimo della versione italiana
      MA
      temo che come rappresaglia tu mi scateni contro il geometra con la sua logica frontale e bruta, che è come presentarsi al torneo di scacchi fiancheggiati da Hulk Hogan e vincere le partite per abbandono degli avversari.
      E POI
      mi è anche venuto in mente “WC” che obbiettivamente viene pronunciato VIcì e non VUcì.

      In che ginepraio mi sono cacciato? Coi ciclisti contromano è tutto più semplice.

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  3. dal Vocabolario Treccani: v, V (vu, meno com. vi, ant. o region. ve ‹vé›) s. f. o m. – Ventunesima lettera dell’alfabeto latino. Fino almeno al sec. 16° ha avuto una storia comune con la lettera U, di cui costituiva una variante di scrittura; e fino al sec. 19° ha conservato in comune con essa il nome, distinguendosi all’occorrenza la u «vocale» (…) (http://www.treccani.it).
    Quelli che dicono tivi’ mi fanno videve 🙂

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    • Esci l’anno di edizione di quella Treccani, furbetto. Ci scommetto che sotto Addis Abeba trovi “provincia dell’impero fassista italiano”.

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      • Posted by Locomotiva on ottobre 17, 2014 at 12:16 pm

        a ‘sto punto proporrei l’accorpamento con la U com’era, e dichiarare la Vi ente inutile ed abrogarlo con viva e vibbrante foddisfazione del PIL.

  4. Posted by stregatto on ottobre 16, 2014 at 10:41 am

    Fin dai tempi delle crociate ho detto vi ma poi qualcuno ha inventato la TV e l’ha chiamata tivu, credo per far rima con qualche canzoncina dell’epoca. Adesso questo problema mi angoscia a tal punto che
    dovrò entrare in analisi.

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  5. Posted by Giuda on ottobre 17, 2014 at 2:59 pm

    Il mondo è bello perché è vario, ma al lettera “v”, in italiano, si pronuncia “vu”. E’ la pronuncia “vi” ad essere un francesismo, e oltretutto non è un crimine nemmeno pronunciarla così.
    Il “crimine” sta solo nel fatto che, se molti pronunciano diverso da come pronuncio io, io mi possa sentire in diritto di fargli la morale.

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    • Quindi l’alfabeto così come ce lo insegnano alle elementari è sbagliato, è Vu senza appello.
      E chiedere un criterio univoco per lo spelling (non il Teatro o l’Arte o la Poesia, cazzo, lo spelling) è “fare la morale”.
      E mandarti a ciapà i ratt, Giuda? Un genocidio?

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