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Cortana, ti avevo detto macchiato FREDDO. (Due considerazioni)

Non conosco il rapporto che vi lega al vostro furbòfono. Il mio è del tipo “lo so che sei solo un oggetto e che sei al mio servizio. Ma DAVVERO non c’è un modo in cui io possa servire te?” Credo di amarlo e che sia una gran fortuna che sia privo di tette. Quindi, quando il mio Windows Phone mi ha proposto di utilizzare Cortana come interfaccia, specificando anche che è attivo in via sperimentale e chiedendomi “sicuro che non ti da fastidio se sto imparando?” (ammooore!) io ho risposto “ma scherzi?”. E Cortana, ovviamente, non ha capito.

Sì, perché Cortana, che trova in Sirius il suo corrispondente se avete un Android Phone, o qualcosa con un altro nome ma più costoso (sì, pure il nome) se avete un i-Coso, è il metodo per utilizzare il furbòfono senza dita, a voce. Puoi chiedergli una serie di cose per cui è settato per risponderti a tono. Per ora ho avuto successo con “svegliami alle 8.30”, “che tempo fa domani a Como?” e “chiama Protasio Salapinna, lavoro”. Cortana ascolta, capisce ed esegue. Ho invece fallito con “sposta alle 18 l’impegno delle 17” e, sorprendentemente “come la vedi tu?”. Cortana fa spallucce e compie una ricerca per me, oltretutto con Bing, che è una specie di Google svogliato e in ciabatte.

La prima profonda considerazione quindi è che siamo arrivati a quello che la fantascienza preconizzava quando ero bambino: tu chiedi, il computer capisce e risponde. La cosa che mi fa buffo è che quei computer immaginati da scrittori e sceneggiatori così preveggenti occupavano poco poco una stanza. Invece Cortana mi sta docile nella mano, e questo nessuno che io ricordi l’aveva neppure ipotizzato.

La seconda considerazione invece mi è scaturita da questo episodio: attivo Cortana intenzionato a chiamare un cliente. Un ex-collega che tuttora frequenta per abitudine il nostro ufficio (lui ci fa commissioni e noi gli concediamo l’uso della connessione wi-fi e della stampante, una simbiosi moderna che fa tutti felici) un attimo prima che io ordini la chiamata a Cortana saluta dal corridoio e fa per uscire, con sottobraccio una busta che consegnerà alla banca per mio conto. “Ciao, grazie mille” gli urlo dall’ufficio. “Prego, è un piacere” mi risponde Cortana. Cioè, è stato programmato per rispondere ad un cazzone che ringrazia il suo telefono. Vi rendete conto? Significa che Cortana, se magari non mi considera proprio un coglione, comunque accetta la possibilità. E neanche questo gli scrittori di fantascienza l’avevano previsto.