Incroci ferroviari.

E’ notte, tardi, sto per scendere alla mia stazione. Un tizio brizzolato, di carnagione scura, giace stravaccato su uno dei sedili in fondo. Stanno per aprirsi le porte, si avvicina mi chiama e mi mostra una scatola che regge in mano.
Il primo istinto è di dirgli “non compro niente, grazie” ma lui in un italiano con accento nordafricano mi chiede se so cos’è.
“Caduto siniora” mi spiega.
Intanto le porte si sono aperte, scendiamo entrambi ma gli sto ancora prestando attenzione, non ho capito cosa voglia da me. Mi rispiega che quella scatolina è caduta ad una donna che stava scendendo dal treno come noi, me la indica; sta giusto girando l’angolo.
Guardo l’oggetto: è un test di gravidanza. La confezione è aperta, sembra usata.
“Io devo ridare?” mi chiede.
“No” gli dico “credo che sappia già quello che deve sapere.”

Ci sorridiamo, ci salutiamo, lui butta la scatola nel cestino e ognuno va per la sua strada.
Un attimo breve, si sono incrociate tre vite.
Forse quattro, vai a sapere.

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3 responses to this post.

  1. Ad occhio 5 vite, o 4 più uno spirito santo. Per la precisione.

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  2. Posted by Gigggio on aprile 12, 2018 at 11:35 pm

    Incre-dibbile!! siamo a due post 🙂 Ewwwaiiii!!

    Comunque bastava sbirciare eh… 😉

    Rispondi

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