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Tutto quello che avreste voluto dimenticare del 2013, ma che io -carogna- vi ricordo.

Come anno, tutto quello che si può dire di buono è che è stato certamente, senza tema di smentita, dispari. E qui finiscono le lodi.

Il resto sono notizie più o meno agghiaggianti, come direbbe Antonio Conte. Ma si tenga anche presente che le buone notizie non ricevono lo stresso risalto della cattive, per cui ce ne sono molte che non vi vengono comunicate: per fare un esempio, se leggete che in un incidente sono morti tre giovani di rirtorno da un concerto, quello che probabilmente non verrete a sapere è che erano fan dei Modà e che quindi ce ne sono tre di meno. Vedete? basta prendere le cose dal lato buono.

Detto questo , passiamo in rassegna -DOVE ANDATE? QUI, dovete stare, QUI, a leggervi il pezzone. Non si scampa. E’ una tradizione, e come i canditi nel panettone la si sorbe anche se non piace a nessuno.

GENNAIO.
Mese moscetto, succede poco. Il mondo si annoia, quindi la Francia dice “Ehi, vi ricordate il casino che abbiamo fatto l’anno scorso in Libia? Dai, rifacciamolo in Mali!”. E via truppe, bombardieri, caccia ad Al Qaeda (gli unici al mondo più antipatici ancora dei francesi, il che è tutto dire) il tutto al ritmo della musichetta del can-can e con la pronuncia della Pantera Rosa! “Scè un golpe in questo deserto, a-han!”
Gli Irlandesi assumono la Presidenza di turno alla UE, ma poiché viene bocciata la proposta di ribattezzarla Leprechaunia mettono il broncio e per tutto il semestre non ci sarà modo di staccarli dal boccale di Guinness. Non che nessuno abbia mai creduto fosse possibile, del resto.
Lionel Messi vince il suo quarto Pallone d’Oro consecutivo e per metterlo sula mensola più alta si fa lanciare da una catapulta, dribblando il lampadario e l’architrave con la consueta eleganza.
Muore Mariangela Melato e qualche migliaio di siriani, ma con meno applausi.

FEBBRAIO.
Isole Salomone, terremoto e tsunami, più la sgradevole sensazione di non avere mai saputo dove fossero le Isole Salomone. Ma la vita continua.
il Papa Tetesco XVI fa due razionali riflessioni e decide di ritirarsi per godersi la pensione e farsi una crociera con la liquidazione. Quando lo avvertono che per tradizione millenaria non c’è alcuna liquidazione, men che meno la pensione, al massimo una sepoltura pomposa, il tapino vorrebbe ripensarci  ma non ci sono neppure sindacati in Vaticano e gli tocca confermare. Assumerà il ruolo di “Pontefice Emerito” che significa –dal latino- “quello che sopravvive ingozzandosi la notte di ostie sconsacrate che ruba dal tabernacolo, finché facciamo finta di non accorgercene” (lingua dal grande potenziale espressivo, il latino).
A metà febbraio un meteorite esplode sopra una località russa più ignota ancora delle Salomone, facendo migliaia di feriti da schegge di vetro.
In Italia Marco Mengoni vince il Festival di Sanremo e i russi, mentre ancora si tolgono con le pinze le schegge di vetro dalla cornea a -23°, commentano che in fondo sono stati fortunati, pensa quei poveri italiani.
E a proposito di italiani sfigati: arrivano le elezioni e non vince praticamente nessuno: su quattro italiani, uno vota Bersani, uno Grillo, uno Berlusconi e l’altro scrive vivalafiga sulla scheda elettorale, confermandosi il più avveduto e lungimirante dei quattro.

MARZO.
Viene eletto “El Papa”, un argentino che sembra avere studiato Catechismo sui testi di Jovanotti, Economia nei caruggi di Genova,  e Tradizione Decoro Papale dai film su Don Camillo. Un simpa; per essere un papa, si intende. Quando, interrogato a proposito di gay e religione, risponde “chi sono io per giudicare?” non fa in tempo a finire la frase che dall’alto molti giurano di avere sentito un vocione commentare “ooooh, e checcazzo ci voleva per arrivarci?”. Ma non ci sono registrazioni.
E poi avere rinunciato alla stola di ermellino in favore di un vecchio giubbotto di jeans di quando faceva parte di una gang di motociclisti in Argentina lo rende molto popolare.
In Italia il dibattito politico è incentrato sul tentativo di Bersani di fare un governo coi grillini, proposta che gli vale, di primo acchito, una scorreggia fatta con l’ascella, l’ostensione di numerose natiche e una triglia in faccia. Ma dopo questo incoraggiante inizio la promettente trattativa si impantana e quando gli tirano contro un bastone da hockey, un filodendro e una ciabatta in ottone anche Bersani capisce che forse i grillini di fare un governo con lui, col PD, con SEL, con qualsiasi cosa che non siano i grillini stessi non hanno nessuna intenzione.
Intanto muore anche Enzo Jannacci, al vaglio degli inquirenti la versione dell’accaduto fornita dal fratello (gemello, per la precisione) dell’Armando. Ci sono buchi negli alibi.

APRILE.
Show del PD, roba che Crozza medita seriamente di fare il concorso alle Poste sentendosi derubato del proprio mestiere.  Prima decidono di eleggere Capo dello Stato Marini, poi quando si ricordano che è impagliato dal ’97 impallinano la sua candidatura, quindi virano su Prodi e poi impallinano pure quello, infine ripescano Napolitano senza neppure lasciargli finire il brodino con cui stava festeggiando il congedo, quindi si dividono in un tale numero di correnti, fazioni e sottomozioni che ogni singolo parlamentare ne rappresenta dalle tre alle cinque e spesso disapprova e stigmatizza le proprie parole prima ancora di finire la frase.
Infine viene eletto Presidente del Consiglio Letta, ma quello del PD, col sostegno determinante di Berlusconi, una possibilità che per quanto mi sforzi di ricordare mi pare che in campagna elettorale non fosse stata esattamente indicata come obiettivo, neppure da Berlusconi. E neppure, ora che ci penso, dai grillini. E non credo neppure dagli elettori. Probabilmente una congiura della Svizzera.
Intanto la Juventus di Antonio Conte vince nuovamente il campionato, il Napoli arriva secondo e il Milan quindicesimo, ma coi rigori terzo.

MAGGIO.
Entra in circolazione la nuova banconota da €5, che non funziona nei distributori. Sospetti sulle Sette Sorelle, un piano per farci fare il pieno.
La nave cargo Jolly Nero nel fare manovra urta la torre di controllo del porto di Genova, tirandola giù. 9 morti. Riconsiderate, forse vostra moglie non parcheggia poi così male.
Renzi si veste da Fonzie per il settimanale “Chi” e va ad “Amici” di Maria De Filippi, dove viene messo in sfida e contestato dalla Celentano per le sue ginocchia ossute (battuta dalla quale potete capire quante puntate dell’orrido talent io mi sia, mio malgrado, sciroppato in questi anni). Allo Zecchino d’Oro si presenta in calzoncini corti ma il suo discorso sui Quarantaquatto Gatti  non riscalda la platea.
Dei tedeschi vincono la Champions League contro degli altri tedeschi, per consegnare il premio a Robben devono inseguirlo in moto per miglia, non aveva capito che la partita era finita e ha continuato a correre uscendo dagli spogliatoi, dallo stadio di Wembley e da Londra; lo fermano nell’Herefordshire  che dribbla alcune pecore.
Muoiono Massimo Catalano, Little Tony e Franca Rame, più il solito migliaio di siriani.
Muore però anche Giulio Andreotti e io non riesco a scriverlo senza accennare ad un passo di tip-tap. E’ più forte di me. Ed è meglio che passi ad un altro argomento, perché sento montare un desiderio di rumba.

GIUGNO.
Proteste feroci in Turchia. Tumulti in Brasile. Come se il Governo Letta ce l’avessero loro.
Edward Snowden sputtana i servizi segreti britannico-statunitensi, rivelando che spiavano governi, concittadini e la bonazza del quinto piano quando fa le pulizie in tutina.
Muore Margherita Hack, studiosa così razionale da avere messo in riga alcune costellazioni che secondo lei erano fuori posto. Una di queste si è anche scusata con un mazzo di meteoriti.

LUGLIO.
In Egitto viene deposto Mohammed Morsi, rivelatosi una volta al Governo un integralista religioso privo di lungimiranza, attaccato al potere e alle poltrone, distributore di favori e prebende: praticamente Pierferdinando Casini. I Francesi già si agitano, in previsione di spostare il party dal Mali all’Egitto.
In Europa la Presidenza di turno tocca alla Lituania, che è un po’ come fare il capitano della squadra di calcio al mingherlino occhialuto che non gioca mai.
Deraglia con effetti disastrosi il treno che porta i pellegrini a Santiago di Compostela, viaggiava a 190 km/h (limite: 80). “A Dio sta sul cazzo chi bara” (cit. Spinoza).
Non muore nessuno d’interessante, egiziani e falsi pellegrini fan numero. I siriani, neanche quello.
Fa notizia invece la nascita del Royal Baby in terra britannica, avvenimento che riporto solo ed esclusivamente per potere guidare il coro; pronti? Tutti insieme, al mio tre. Uno, due, tre “E ‘STI CAZZI?” (Grazie, è stato catartico.)

AGOSTO.
Silvio Berlusconi viene condannato in via definitiva per una piccola dimenticanza nella compilazione della dichiarazione dei redditi, una svista insignificante che sottrae al fisco l’equivalente di sei anni di PIL dell’Azerbaijan. Io che –lo sapete- l’ho sempre ritenuto incapace di delinquere, provo delusione, smarrimento e un vago sospetto di persecuzione; poi mi ricordo di non esser un totale coglione e concludo che qualche mese a nettare latrine in un ospizio è proprio li minimo minimo. Siamo solo vent’anni in ritardo, ma insomma.
In Siria, avendo quasi esaurito il campionario di atrocità, si passa ad armi chimiche. Un passo più in là c’è l’opera omnia di Biagio Antonacci, il mondo spera non si arrivi a tanto.

SETTEMBRE.
Il relitto della Costa Concordia viene raddrizzato con una manovra tanto spettacolare quanto pubblicizzata; piovono paragoni e spericolate analogie, da Letta in giù, del tipo “raddrizzeremo l’Italia”. Qualcuno nota che ci son riusciti perché il direttore non era italiano. E che c’è differenza fra un relitto e un fossile.
In Cermania stravince le elezioni la lungimirante, saggia, perspicace e longilinea Angela Merkel. Che tanto bene ha fatto fino ad oggi all’Europa e che tanto ancora farà. Insieme alla pellagra.
Un rapposrto ONU indaga e scova prove sull’uso contro la popolazione civile dei gas chimici in Siria. Cacchio, ma sarà mica mai che i siriani li dobbiamo catalogare tra i morti interessanti?
Muore Alberto Bevilacqua, proprio mentre era sul punto di dire per la prima volta una cosa originale. Peccato.

OTTOBRE.
Tragedia al largo di Lampedusa, barcone si incendia, 366 morti. Pochi giorni dopo si rovescia un barcone, 38 morti, 147 superstiti e 50 dispersi. In Italia viene proclamato il lutto nazionale il 12 ottobre. “L’Italia è paese strano, se ci nasci non sei cittadino, se ci muori è lutto nazionale.” (ancora cit. Spinoza)
L’Alitalia, toh, finisce i soldi, di nuovo. Se avete mai prestato dei soldi ad un parente o un amico cretino, spendaccione, dipendente da videopoker, alcool, marjuana e capi di Dolce e Gabbana (io sì, ma distribuiti su più persone) avete un’idea di come dovremmo sentirci come italiani. Per il salvataggio si fanno avanti Air France e Aeroflot, ma solo per il gusto di riderci in faccia e andarsene. Alla fine intervengono le Poste, che se avete un’idea di come viaggia una lettera potete immaginare come sarà il vostro prossimo volo con Alitalia (probabilmente finirete a casa di un vicino, ma dopo sei mesi). Soprattutto vedo bene, nei check-in, cortesia e speditezza, specialità  in cui da anni gli sportelli postali eccellono.
E per la serie “fare il pagliaccio non è un mestiere, il circo è Arte” Berlusconi tenta di affondare il Governo Letta, perde Alfano che si defila con una trentina di congiurati, vede litigare Cicchitto con Bondi e si rende conto –come noi- di non sapere distinguere l’uno dall’altro, alla fine rimane solo con Scilipoti, la Santanché, Capezzone, Gasparri e una scimmia cerebrolesa, con cui almeno può fare qualche ragionamento sensato. Il miserabile gambitto fallisce e il voltafaccia del Silvio che alla fine vota la fiducia al Governo dopo averne proposto la sfiducia è un pezzo da antologia del facciadiculismo.
Muoiono, oltre ai migranti di cui sopra e un altro po’ di siriani senza gas e senza titoli (ah, ecco, mi pareva), Giuliano Gemma, Võ Nguyên Giáp, Lou Reed e Andrea Brambilla- altrimenti detto Zuzzurro. Muore pure Erich Priebke e non si riesce neanche a seppellirlo neppure in mare, perché –come si sa- galleggerebbe.

NOVEMBRE.
Il tifone Haiyan si abbatte sulle Filippine, 81 tornado negli Stati Uniti, in Sardegna il ciclone Cleopatra travolge le case abusive condonate. Allora, o rivediamo la nostra definizione di “evento eccezionale” o ammettiamo che qualcosa nel clima è cambiato davvero.
E, a proposito di evento eccezionale, crolla il tetto di un supermercato a Riga, uccidendo 50 persone a causa della neve accumulata sul tetto. La neve sul tetto. In Lettonia. A Novembre. E noi a questi abbiamo dato il semestre di Presidenza della UE.
Il Senato della Repubblica Italiana approva la decadenza di Silvio Berlusconi da Senatore e contemporaneamente, visto che c’erano,  anche del cavallo di Catilina, provvedimenti ugualmente tardivi.
Attento al marketing, il Silvio per tutta risposta annuncia la rinascita di Forza Italia; in effetti fra tv, fumetti e giochi è mica stato l’anni di The Walking Dead?
Governo imbarazzato dalle telefonate mielose fra Cancellieri e l’indagato per corruzione e ogni tipo di abuso Ligresti, un po’ come scoprire un carteggio di corrispondenza amichevole e benevolo fra Bush e Osama Bin Laden.

DICEMBRE.
La Corte Costituzionale, co singolare tempismo, dichiara la legge elettorale nota come Porcellum incostituzionale, fatta alla cazzo e opera di uno stronzo su commissione di un altro stronzo. Ma va, ma per sul serio? Adesso attendo che sanciscano che il sole scalda e finiamo l’anno in bellezza.
Muore Mandela, eccezionalmente salto la battuta e mi tolgo il cappello.
La Juve esce dalla Champions League per troppi pareggi. La Roma in campionato inanella vittorie e sciorina bel gioco, difesa granitica e gol, che le permettono di mangiare la polvere della Juve a 5 punti di distanza. In Champions rimane il Milan, che dalla Juve dista in campionato 27 punti. Mah.
Gli ultimi giorni dell’anno, il pilota di Formula 1 Schumacher, che per anni ha salutato col dito medio ad ogni curva l’incappucciata col falcione, la incontra inattesa e appollaiata su di un abete in una sciata fuoripista. Ora, non voglio dire, è presto per capire come andrà a finire, ma vi ricordo che questo tipo di post non ha portato benissimo ad Andreotti  l’anno scorso.

 ***

Con questo, direi che il pezzone di fine anno è finito. Alcuni di voi si stupiranno di non avere trovato accenni a Miley Cyrus o al Movimento 5 Stelle, ma devo dire che non sono particolarmente interessato ai fenomeni  mediatici.

Mi resta quindi solo di ringraziare Locomotiva, che di questo pezzone è stato richiedente, ricercatore e collaboratore (sue alcune delle battute, probabilmente quelle che vi hanno fatto sorridere) e augurare a tutti voi (e a Schumacher, che dopo la gufata mi sento in colpa) uno splendido 2014, di cui intravedo già un significativo segnale di discontinuità rispetto all’anno ormai passato.
Infatti, sarà pari.

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E anche il 2012 è storia.

Eccoci qua, alle soglie del 2013, a chiederci col dovuto ottimismo se sarà un anno peggiore o MOLTO peggiore del 2012 appena trascorso. Se le premesse sono quello che sono, infatti, possiamo sperare essenzialmente nella morte di Andreotti e nella disoccupazione di Mourinho (volendo, alcuni potrebbero anche accontentarsi del contrario).

Ma vediamo insieme tutto quello che nel 2012 ha posto le basi per una così ottimistica visione del 2013.

GENNAIO: come da tradizione, un evento-simbolo beneaugurale apre l’anno: quest’anno è un naufragio di un transatlantico della Costa Crociere in sei spanne d’acqua, col mare piatto. Rimarrà impresso nella nostra memoria l’eroico comportamento del Capitano Schettino, immortalato da una serie di comunicazioni registrate che ne tramanderanno in eterno le gesta.
“Ohi, voi stronzi in plancia, la finite di berciare? Che non sento gli ansimi di questa tizia qui che mi sto bombando e non capisco se gode davvero o simula.”
“Lei, vecchia signora che stringe i nipotini impauriti e infreddoliti, sì, dico a lei: quello è il posto del Capitano, scenda subito dalla mia lancia di salvataggio e prenda la prossima!”
“Capitaneria, ma perché urlate alla radio? Son qui sulla spiaggia con voi, vi sento benissimo (ecco, cara, sei fantastica, ma ora puoi anche smetterla di suggere: apprezzo la tua dedizione ma non vorrei essere criticato).”
Standard & Poor’s, un sito di scommesse più o meno legali, declassa la Francia a “AA meno, e pure un po’ stronzi”. All’Italia invece tolgono anche il Mondiale del 2006, e per quanto riguarda la Grecia, non potendo più attribuire ulteriori declassamenti, mettono in giro la voce che Aristotele fosse fenicio e Socrate ricchione.
In Siria continuano alcune divergenze interne che già nel 2011 avevano causato seccature: siamo già a seimila di queste seccature, per la precisione, più i feriti.

FEBBRAIO: per dirla in maniera comprensibile ai più, in tutta Europa fa un freddo fottuto.
Si dimette Christian Wulff dalla carica di Presidente della Repubblica Federale Tedesca, a seguito di alcune inchieste che insinuano che non solo come Presidente abbia scambiato favori, ma che oltretutto il suo cognome suoni come una flatula, di quelli silenziose e assassine.
Nel Regno unito si festeggia il Giubileo di diamante della Regina Elisabetta, cioè il fatto che la vecchia sta ancora abbastanza in salute da non dover essere sostituita da nessuno dei suoi dementi discendenti. Una volta tanto, capisco perfettamente gli inglesi.
L’ennesimo festival di Sanremo viene vinto da uno dei droni di Maria De Filippi, ma il festival passa alla storia per una farfalla innocentemente mostrata da Belén, tatuata direttamente sul clitoride.
Muore Whitney Huston, una che mi ha fatto seriamente prendere in considerazione un’iscrizione al Ku Klux Klan.
A causa delle forti proteste, il presidente dello Yemen ‘Ali ‘Abd Allah Saleh viene sostituito dal vicepresidente Abd Rabbuh Mansur Al-Hadi. Chiudono tutte la ambasciate occidentali in Yemen, con un proclama comune: “No, dai, questo è troppo: ma come pretendete che ce lo ricordiamo?”.

MARZO: anche la Serbia viene ammessa nell’Unione Europea: vengono però invitati a non sedersi, “tanto fra un po’ qui si sbaracca”. “Lo sappiamo, ma tanto siam qua solo per far invidia agli albanesi” rispondono quelli.
Ci lascia Lucio Dalla, senza che nessuno abbia avuto il coraggio di chiedergli perché verso la fine di ogni canzone facesse quei mugugni tipo ewoo sdrulabi pipppteh yeee. Ma ci piacevano anche quelli, Lucio.
Vladimir Putin viene rieletto alla carica di Vladimir Putin. Molti osservatori internazionali notano come l’esito del voto testimoni l’attaccamento dei russi alle istituzioni, e in molti casi anche alla propria pelle.

APRILE: l’avvenimento più rilevante è il primo turno delle Presidenziali in Francia. Miiiii, un mese da brivido, eh?

MAGGIO: secondo turno delle presidenziali in Francia, vince quello grassoccio.
Barack Obama si pronuncia in favore del matrimonio fra persone omosessuali, e meno male che –come si dice qui da noi-i bacchettoni sarebbero gli americani.
Un terremoto sconvolge Emilia Romagna e Lombardia, la solidarietà dell’intero Paese si concretizza rapidamente con grandi acquisti di parmigiano e grana padano: l’Italia, un Paese dallo stomaco d’oro.
La Juventus vince il campionato di calcio da imbattuta, schierando titolari piedi di legno come Lichsteiner e Pepe. Moratti, insospettito, chiede che lo scudetto sia assegnato all’Inter poiché l’allenatore della Juventus ha chiaramente portato il parrucchino per tutta la competizione.

GIUGNO: per la prima volta una donna astronauta cinese viene lanciata nello spazio, in un’astronave impanata e fritta.
Agli Europei di calcio, tenutisi fra Polonia e Ucraina (in quanto Paesi più tristi d’Europa a pari merito), la Nazionale italiana si toglie la solita soddisfazione di eliminare i crucchi, prima di farsi bastonare in finale dagli spagnoli, in una partita in cui la migliore azione italiana è stato un pallone preso in faccia da Pirlo.

LUGLIO: gli scienziati del CERN fanno qualcosa con un macchinario che accellera qualcos’altro e alla fine tutto quello che ho capito io è che definiscono –scientificamente- un tale Higgs un “busone”; ragazzacci goliardici, questi scienziati.
Alla prima di un film di Batman a Denver l’ennesimo pazzo armato come Rambo spara facendo 12 morti e 58 feriti: subito prese misure contro i film sui supereroi, il sonoro disturba gli spari veri in sala.
A Londra si svolgono i trentesimi Giochi Olimpici, che sarà ricordata per la perfetta organizzazione e per l’orribile simbolo (per molti, fra cui io stesso, è Lisa Simpson che fa un suflone a Bart; guardate e ditemi se ho torto). l’Italia vince una tonnellata di medaglie, di cui non più del 97% nella scherma.

AGOSTO: la sonda della NASA, Curiosity, approda su Marte e dopo dieci minuti comunica “bon, visto l’ho visto, bello è anche bello; ora posso tornare?”
Il Milan svolge una brillante campagna estiva di rafforzamento, mandando via Ibrahimovic, Thiago Silva e Cassano e prendendo Pazzini, Topo Gigio e Nonna Papera. Avrebbero anche preso Aldo Agroppi come allenatore, ma non volevano strafare.

SETTEMBRE: a Bengasi una rivolta popolare scatenata da un film idiota prende di mira l’ambasciata americana, viene ucciso il Console. Una fortuna che non abbiano proiettato un recente film di Pieraccioni, ci avrebbero invasi e avrebbero avuto anche ragione.

OTTOBRE: il bizzarro Felix Baumgartner lanciandosi da un pallone aerostatico da 39 km di altezza diventa il primo uomo a superare la velocità del suono. Cosa lo abbia spinto all’impresa lo sapremo quando potremo intervistarlo, al termine del primo rimbalzo, previsto per il 2016.
Berlusconi condannato per frode fiscale per avere gonfiato l’acquisizione di alcuni diritti televisivi fino alle dimensioni del PIL del Paraguay, lui si difende adducendo gli alti costi delle sue zoccole; gli ricordano che quello è un altro processo, di star buono e non far confusione.
In Sicilia alle elezioni regionali il Movimento 5 Stelle di Grillo è primo partito; son venti minuti che rileggo incredulo questa frase e una battuta non mi viene. Passo.
La Walt Disney acquista la Lucas Film, quella di Guerre Stellari; non noterete alcuna differenza, tanto fra Jar jar Binks e Pippo non c’era n’era già da prima.
Il Governo Monti approva per decreto il riordino delle Provincie, che passano da settemilaquindici a otto. Fa discutere, fra gli altri, l’accorpamento fra Livorno, Aosta e Baltimora.

NOVEMBRE: negli USA rivince le elezioni Barack Obama, battendo il candidato repubblicano Colossalcoglion Romney. Il sospiro di sollievo del resto del mondo fa più danni dell’uragano Sandy che aveva colpito New York il mese prima.
Le Primarie del PD incoronano Bersani leader, dando una ventata d’aria fresca, tipo le loffie che il mio cane fa nel sonno.
La Palestina diventa “Stato osservatore – non membro – con diritto di parola – ma non di giovedì” dell’ONU e festeggia sparando razzi su Israele: ne nascono le consuete liti di vicinato, con tre coloni ebraici uccisi e trecento bambini palestinesi sotto le macerie.

DICEMBRE: nuova sparatoria negli USA, stavolta in una scuola elementare in Connecticut: prevista una revisione della legge sulle armi, per acquisire per posta un lanciagranate ci vorrà, oltre al codice fiscale, anche la tessera della biblioteca comunale. Insorge la Rifle Association, una massa tale di stronzi che a rappresentarli ci vorrebbe Capezzone.
E, sempre a proposito di stronzi, Berlusconi decide per la fine anticipata del governo Monti e sceglie come candidato, te guarda, sé stesso. Oppure Monti. O forse ancora sé stesso. Oppure Alfano. Oppure –a Berlusco’, le vuoi prendere ‘ste cazzo di medicine? E paga la centomila di oggi a Veronica, che son già le nove e mezza e lei deve andare da Tiffany a far colazione. Ah, ma adesso che ha la fidanzata vedrete che mette la testa a posto, come dicevano di me a sedici anni.
Gli interpreti del calendario dei Maya (perché i Maya di cazzate del genere non ne avevano mai dette) a quanto pare avevano torto, il mondo non è finito e bastava girare pagina del calendario, anche se essendo i calendari del tempo scolpiti su pietra la cosa costa fatica. In ogni caso, come è stato notato da altri, i Maya passeranno alla storia per avere creato un calendario diventato famoso senza tette e culi.
La Juve è campione d’inverno con un distacco tale che la seconda in classifica è invischiata nella lotta per la retrocessione.
Mario Monti rassegna le dimissioni e si va ufficialmente verso elezioni che non vincerà nessuno (data la persistenza del Porcellum) specialmente al Senato: memore dell’esperienza del governo Prodi, la Senatrice a vita Rita levi Montalcini, donna saggia e previdente, toglie il disturbo.
Le Province, caduto il decreto, ritornano quelle di prima, più Cantù e Poggibonsi che nella confusione ne approfittano e si fanno provincia senza mai esserlo state prima.
Le seccature in Siria superano quota centomila.

Oh beh, ragazzi, come è andata è andata. Non lamentatevi troppo, che da come si mette riusciremo pure a rimpiangere il 2012.
Ne riparliamo fra un anno esatto.

(Grazie al supporto di tutti i partecipanti al brainstorming qui e su Facebook; senza di voi avrei detto qualche cazzata di meno, e diononvoglia.)

2011, un anno… passato, ecco.

Il 2011, come i più acuti fra di voi avranno notato già da qualche giorno, si è chiuso. E’ stato, in estrema sintesi e senza perdersi in particolari, un anno dimmerda.
Quindi largo al 2012.
Finito il pezzo.

Ma no, dai scherzavo, dove andate? Ripercorriamo piuttosto insieme i momenti più esaltanti che il nostro amico 2011 ci ha appena regalato. E’ stato un anno… un anno… insomma, un anno importante (avete notato? “importante” si usa come ultima risorsa per non usare un termine degradante o squalificante. Per esempio, “un naso importante” è la definizione più gentile che potete usare per definire una canappia orrenda).
Ma andiamo con ordine.

GENNAIO.
C’è calma e serenità nel mondo: rivolte in Tunisia depongono Ben Alì; in Egitto per emulazione iniziano proteste di piazza che scuotono il regime di Mubarak (già tanto preoccupato per la nipote zoccoletta); in Sudan il sud del paese si stacca dal regime di Omar Bashir, ma poi non costituisce un nuovo stato perché chiamarlo Sud-Sudan è obiettivamente imbarazzante.
Negli Stati Uniti, per non essere da meno, a Tucson una deputata democratica viene presa a revolverate da un fanatico sostenitore della vita, che nell’atto non si scorda di compiere una strage: per alcuni una cosa del genere ha un suo senso, vi farò sapere quando ce lo vedrò anch’io: dopodiché, vi prego, sparatemi in nuca.
L’allenatore di calcio Alberto Zaccheroni, recentemente distintosi per una serie di espressioni facciali originali, fra il perplesso e l’inorridito, alla guida della Juventus, vince allenando il Giappone. Il suo segreto? Il pugno di ferro in spogliatoio: a chi non da l’anima in campo l’allenatore sequestra i manga, e gli proibisce di guardare cartoni animati. Sul fronte interno, la chiusura del calciomercato vede protagonista la Sampdoria, che regala Cassano al Milan e semiregala (dodici milioni più Biabiany, quindi dieci milioni) Pazzini all’Inter: la lungimiranza di tali scelte si appaleserà entro qualche mese.

FEBBRAIO.
Deposto anche Mubarak, che inutilmente si mette di profilo lungo un muro affrescato all’interno della piramide con le braccia in quella posizione buffa dei dipinti egizi: viene catturato e minacciato con un girarrosto per fare il kebab per fargli confessare di essere stato un tantino dittatore.
A questo punto non rimangono molti altri regimi impresentabili ad affacciarsi sul mediterraneo; infatti ben presto iniziano rivolte in uno dei pochi rimasti: per nostra sfiga non è l’Italia di Berlusconi-Scilipoti, bensì la Libia.
L’Italia è talmente allo sbando che il Festival di Sanremo lo vince Vecchioni: no, non il figlio, lui proprio! Quello che cantava “oh-oh-cavallo-oh-oh” quando voi ancora giocavate col Big Jim e gonfiavate con la pipetta le Cristall Ball intossicandovi. A volte ritornano, direbbe King.

MARZO.
Ah, ma marzo è molto meglio, tutt’altra cosa. Un terremoto al largo del Giappone, con scosse sulla terraferma e poco dopo uno tsunami alto come Godzilla, fa capire ai giapponesi che costruire in riva al mare una centrale nucleare è una buona idea come giocare a moscacieca in fonderia. Il governo in tv assicura che non c’è alcun rischio di radioattività, ma da dentro il casco della tuta il messaggio esce un po’ flebile e soprattutto poco credibile.
In tema di calamità, ricorre questo mese il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e fervono i discorsi sulla fratellanza fra italiani, a noi che facciamo fatica a concepire simpatia per uno di un altro quartiere e che in genere fra le preghiere serali non dimentichiamo di chiedere al buon Gesù di incenerire tutti gli altri capoluoghi della regione in cui viviamo.
Muore Liz Taylor, ma prima di essere seppellita fa in tempo a sposare il becchino.

APRILE.
Un mese così noioso, ma così noioso, che la notizia del mese è che si sposano un membro della famiglia reale britannica e una tizia che NON sembra un cavallo con la parrucca, cosa rara su quell’isola. In ogni caso la scena viene rubata dalle chiappette secche da una cugina della sposa di nome Pippa: sembra la sceneggiatura di un film di Alvaro Vitali, tipo “Pierino ar matrimonio der Principe”.>

MAGGIO.
In Pakistan, il blitz dei Navy Seals americani per catturare Osama Bin Laden (dunque erano false le voci che facesse il tassista a Torpignattara, come sostenevano i servizi segreti pakistani) si conclude inaspettatamente con la sua uccisione. “Non si è trattato di un’esecuzione”, dice il responsabile dell’operazione mentre recupera il cartone-bersaglio coi punti e premia chi l’ha colpito nelle palle, facendo 100 punti.
In Spagna cresce il movimento degli Indigados; è fantastico perché in spagnolo ogni cosa, per quanto seria, suona buffa. Vi ricordo che figure di spicco della letteratura sono due personaggi che suonano “Don Chisciotte e Sancio Panza”, dico, come si fa a prenderli sul serio?
Ibrahimovic vince il settimo scudetto consecutivo (2 con la Juventus, 3 con l’Inter, uno col Barcellona), stavolta con la maglia del Milan. Questo mi arriva alla terza stella prima che ci arrivi la Juve.
E, a proposito di vittorie, il comunista Pisapia viene eletto sindaco di Milano quando i milanesi scoprono, in campagna elettorale, seguendo i talk show, che QUELLA era la Moratti e che aveva fatto il sindaco fino a quel momento. Loro l’altra volta avevano votato quella che gli aveva detto di votare il Berlusconi; poi quella se n’era stata nascosta per anni, in Consiglio Comunale non ci andava, fare il sindaco neanche a parlarne, manco sapevano che faccia aveva e le cazzate che diceva. Senza nulla togliere a Pisapia, avrebbe vinto anche Homer Simpson.
Berlusconi fa finta di niente.

GIUGNO. Referendum: gli italiani votano che non si fidano delle centrali nucleari costruite in Italia, della gestione dell’acqua pubblica da parte di società private in Italia, del legittimo impedimento addotto dal loro Presidente del Consiglio per non presentarsi in tribunale. Praticamente dichiarano di voler essere annessi alla Baviera.
Berlusconi fischietta.

LUGLIO.
A Oslo uno stronzo pazzo neonazista compie una strage per motivi che hanno a che fare col fatto di essere stronzo, pazzo e neonazista. Senza poterne essere certo, mi immagino l’archivio dell’equivalente norvegese della Digos: tre stanze con i faldoni fino al soffitto sui centri sociali, con tutte le intercettazioni sul traffico di hashish, i concerti che non pagano la SIAE (o l’equivalente norvegese) e i manifesti che parlano male del Papa e del Governo; in corridoio, dentro un comodino, una raccolta di ventidue fogli sui nuclei neonazisti e sulla loro infiltrazione nel tifo calcistico e nei partiti di destra. Scusate, mi ricordate l’ultima strage riconducibile ad un centro sociale?
Muore Amy Winehouse in circostanze misteriose. Per stabilire esattamente le cause del decesso l’autopsia deve valutare le tracce di ogni sostanza ingerita dalla cantante nelle 48 ore precedenti la sua morte: quindi, sapremo qualcosa nel 2019.
A fine mese inizia una leggera flessione dei mercati azionari che porta il capitale sociale di Unicredit e di altre banche ad un valore di un capannone industriale in Brianza. Berlusconi fa segno ha fretta e che deve scappare.

AGOSTO.
E’ l’agosto della finanza, cha va a fuoco come per anni sono andati a fuoco i boschi in Sardegna in questo stesso mese.
Standard & Poors, la famosa agenzia internazionale di giudizi dati a cazzo, abbassa il rating degli Stati Uniti a “qualche A in meno di prima, fate voi, tanto non ci riordiamo mai la scala che usiamo”. Come effetto, crolla la borsa italiana e ora Unicredit vale come un bilocale in zona malfamata.
Berlusconi finge che gli sia caduto qualcosa dal tavolo e ci resta sotto fino a fine mese.

SETTEMBRE.
Prosegue la crisi, Unicredit, Banca Intesa e Monte Paschi, prese insieme, valgono come un’utilitaria, ma comunque il doppio di tutta la Grecia, compresi gli isolotti. Scricchiola l’Euro, i tedeschi sono quasi pronti a passare al Crauto e i francesi al Camembert. In Europa il governo italiano è sceso a livelli di credibilità così bassi che nei summit economici europei perfino i polacchi fanno i coppini a Tremonti e un danese ripete tutto quello che dice Berlusconi con in bocca un kazoo; almeno passano il tempo, perché manco loro capiscono che cazzo fare.

OTTOBRE.
Muore Steve Jobs, fonte di ispirazione ed esempio per migliaia di persone perché le spronava ad aprire nuove vie, conscio che per quelle vie i soldi li aveva già fatti lui. Di lui so che ha fatto qualcosa nel campo dei computers mettendoci su un marchio molto carino: di più non dico, perché la blogosfera pullula di invasati di Macintosh e i-qualsiasicosa, e c’è più costrutto a colloquiare con un testimone di Geova.
A Roma la manifestazione degli Idignados si trasforma nella consueta passerella di Black Block, ai quali si lascia devastare una città prima di decidersi a caricare la parte pacifica della manifestazione, quando i black block sono già a casa a farsi la doccia da un pezzo: modello Genova, per intenderci. Poi, siccome stavolta non c’è scappato il morto, il ministro dell’interno Maroni si congratula con sé stesso e si da delle gran pacche sulle spalle.
In Libia si conclude la parabola di Gheddafi, che imprudentemente si getta contro alcune pallottole. Rimangono in giro alcuni dei suoi figli sopravvissuti, una piccola minoranza, centotrenta circa, compreso quello che ha giocato una partita nella Juve e tre nel Perugia.
A Sepang muore in un incidente in gara il motociclista Marco Simoncelli, famoso nel mondo perché era in grado di contenere una massa incredibile di capelli nel casco. In una mesta cerimonia seguita da un gran numero di persone viene seppellita con lui la dignità di tutti quei giornalisti che, nei giorni seguenti l’incidente, hanno definito “fatalità” lo spatasciarsi di uno che di mestiere corre in moto come un proiettile, ma facendo anche le curve, cosa che il proiettile ritiene troppo pericoloso fare. Ma qui mi fermo, perché per i fan delle due ruote vale quello che ho detto per i fanatici di Jobs, con in più che quelli sono dei nerd con le spallucce e questi sono omacci carichi di testosterone.
Intanto il nostro Pianeta raggiunge i sette miliardi di persone, considerando tali anche i giocatori compulsivi di videopoker, cosa di cui statistici e scienziati discutono.
La crisi finanziaria si acuisce e Berlusconi fa finta di avare ricevuto una chiamata al cellulare.

NOVEMBRE.
Lo spread, mutante creato in un laboratorio di Deutsche Bank, semina il terrore in Europa e a nulla valgono i tentativi di narcotizzarlo con le freccette per poi abbatterlo. Nutrendosi degli errori economici di Merkel e Sarkozy, il mostro cresce fino a dimensioni titaniche, si arrampica sul palazzo dell’Unione Europea a Bruxelles e abbatte gli aerei a manate come King Kong.
Berlusconi decide finalmente di affrontare seriamente e con responsabilità la crisi e, serio serio, ne nega l’esistenza, sostenendo che i ristoranti sono pieni (d’altra parte è quello che di Eluana Englaro, in coma da anni, disse che poteva ancora fare figli: c’è una logica e una coerenza, anche se entrambe portano al ricovero coatto).
Non si dica tuttavia che l’uomo manchi di pragmatismo e di capacità di rivedere le proprie idee: il giorno che Mediaset in borsa gli perde l’equivalente del PIL del Punjab, Berlusconi riconosce di botto che è l’ora della responsabilità e si dimette. Berlusconi si dimette. Berlusconi si dimette (*).
Napolitano appallottola il foglio per il trattamento sanitario obbligatorio nei confronti di Berlusconi che stava per firmare e ne loda il senso di responsabilità.
Al suo posto viene votato il governo Monti, con ministri che sanno leggere e scrivere e nessuna donna che abbia posato per calendari: una rivoluzione. La Lega è l’unico partito ad opporsi perché scopre l’urgenza di misure eque e riforme, dopo anni di appoggio a Berlusconi in cui le due maggiori iniziative di cui la Lega può legittimamente ascrivere a sé la paternità sono le ronde padane e le multe sulle quote latte pagate con fondi pubblici. Tipo che ti cacciano dal ristorante perché urli e scoreggi e tu da fuori gli urli che l’insalata era scondita. Di Pietro, dal canto suo, non trovando più Berlusconi come bersaglio, va in confusione, vota prima “no”, poi “sì”, poi “ce devo penza’ su”.
In Siria iniziano rivolte popolari, prontamente soffocate nel sangue; Berlusconi si morde le mani per non averci pensato anche lui.

DICEMBRE.
Elezioni democratiche in Russia, stravince Putin, anche se il suo trionfo viene offuscato dalla protesta di estremisti che lamentano come in alcuni distretti il raggiungimento del 128% delle preferenze da parte di Putin sia sospetto; e, signori, questa non è neppure una mia battuta.
Il neo insediato governo Monti vara una manovra che consiste nel deprimere l’economia per salvare i cittadini, o deprimere i cittadini per salvare l’economia, non è ben chiaro a nessuno. Di fatto, è quel che chiedevano i mercati, che abbassano di tre punti lo spread, sui quattrocento di cui era salito negli ultimi mesi.
L’Europa affronta unita la crisi finanziaria stabilendo un nuovo patto di stabilità, ma lo firmano solo in 26 su 27; il Regno Unito del premier Cameron non aderisce, in polemica con la Francia di Sarkozy perché gli inglesi pretendono di restaurare il diritto di pirataggio, almeno nella Manica, perché è l’unica cosa che storicamente riesce loro bene.
Termina dopo anni la missione militare in Iraq; gli americani lasciano il paese libero dalla dittatura, dai diritti petroliferi e dalla sovrappopolazione, avendo introdotto in compenso la Coca Cola, la faida sciitti-sunniti e Al-Qaeda. Grazie, tornate quando volete, neh?
Infine, si chiude l’anno con la proibizione dei botti adottata da alcune città, fra cui Torino, Bari e Palermo (che immagino sia stata ligissima); in compenso aumentano le vittime dei botti a Napoli, dove evidentemente sono confluiti gli irriducibili sparatori di botti di Torino, Bari e Palermo.

E con questo si chiude un anno, come dicevo, importante, che mi sentirei di affermare che non rimpiangeremo, se non fosse che il 2012 minaccia già di affermarsi come molto, molto importante.

(*) -Ehi, hai scritto tre volte “Berlusconi si dimette.”
– Lo so. MI PIACE “Berlusconi si dimette.”
[Sarà nominato “lettore dell’anno sino a qui” chi per primo riconoscerà la citazione]