Posts Tagged ‘blogosfera e dintorni’

Figure storiche 32: la sfida.

Jennifer è una cara amica d’oltreoceano, cui mi legano bei ricordi e un filo che in quindici anni non si è mai spezzato. Da un po’ siamo anche in contatto via Facebook.
Proprio via quel social mi contatta con un messaggio in cui mi dice “Ciao, amico mio. Sto per scrivere un blog. La tua amica americana sta per intraprendere una sfida che intende vincere.” Ora, dovete sapere che Jennifer fra le altre cose pratica lo sport (boh, lo è, uno sport?) del body building, insomma si pompa i muscoli e vince anche della gare, come mi ha di volta in volta comunicato con legittimo orgoglio.

Quindi potete capire, credo, se con entusiasmo ho risposto al suo messaggio “Bene! Non vedo l’ora di leggere.”
E, da quelle persone sensibili che certamente siete, potete immaginare come mi sia sentito quando il suo successivo messaggio si è rivelato essere “Mi hanno diagnosticato un linfoma B.”

No, aspettate, in realtà come mi sia sentito pirla non potete immaginarlo davvero; non prima di sapere che, per uno di quegli scherzi che fa la digitazione contemporanea online, il suo commento è arrivato prima del mio, suonando infine il dialogo così:
Ciao, amico mio. Sto per scrivere un blog. La tua amica americana sta per intraprendere una sfida che intende vincere.
Mi hanno diagnosticato un linfoma B.”
“Bene! Non vedo l’ora di leggere.”

Mi ha perdonato, perché il suo cuore è più grande dei suoi bicipiti.

Insomma, se per la mia capacità di far figure di palta non c’è cura, per Jennifer per fortuna le cure esistono e lei le sta affrontando con un atteggiamento che ammiro. Il blog c’è, e se volte visitarlo per farle sentire il vostro supporto mi farete un piacere personale. Mi piace pensare che ogni tipo di supporto faccia qualcosa e conoscendola so che lei apprezzerà. http://myjourneythroughmgusandb-celllymphoma.blogspot.it/

Così poi magari non mi picchia.

E’ che lo volevo scrivere io.

Invece l’ha scritto Iorek, che, subdolo, si è nascosto per mesi per poi venire fuori come una coniglietta seminuda dalla torta e rubarmi il post (anche se in genere con le conigliette non è così che va a finire).
Io a questo punto non ho una sola sillaba da aggiungere, quindi leggetevelo qui.
E poi immaginate che l’abbia scritto io, con peggiore sintassi e più quasi-bestemmie.

(E anche questa è fatta)

Epilogo.

“Ho fatto qualcosa di sinistra. Ho perso.”
Matteo Renzi.

Sublime. Grazie a Locomotiva che mi ha ricordato la battuta, che mi ero perso.
Come dice lui, vale quasi un “Beh, nessuno è perfetto.”

Anno nuovo, Citarsi nuovo.

Questo è il mio primo post ufficiale in questo blog, ed è un post gemello di quello che lascio su Splinder, che chiude bottega. Di là dicevo che “Splinder chiude, io no”.

Tutti coloro che hanno ancora la lodevole intenzione di seguire le mie “aggressioni alla sintassi” (Giovanni Guareschi) possono continuare a farlo qui, da oggi.
Preannuncio tra l’altro già ai più impazienti l’oramai consueto riassunto degli avvenimenti dell’anno precedente, così iniziamo subito a spararci negli zebedei.

Ma visto che questa è una comunicazione di servizio relativa alla migrazione da Splinder a qui, ne approfitto per far cascare fra il lusco e il brusco un paio di ringraziamenti: a chi mi ha avvertito che colà si chiudeva (Locomotiva 1), a chi mi ha dato informazioni (Pochepretese, Fungiacane) o semplicemente mi ha spronato a muovere i chiappetti belli (Lup, Pietrone).
Per ultimo, ma solo per tributargli l’ovazione della passerella finale, il buon Federico, che ha riempito, guidato e scaricato il camion dei trasporto fino a WordPress, senza neanche rompere una lampadina.

Fine? No, aspettate: in ultimissimo ringrazio chi ha costruito e gestito Splinder in tutti questi anni, senza peraltro chiedermi un ghello e dandomi la possibilità di esprimermi, di raggiungere vecchi amici e talvolta di incontrarne di nuovi. E’ stato così bello che io continuo.
Grazie anche a WordPress, la mia nuova casa. Cercherò di tenere in ordine, anche se non è esattamente la mia specialità.

Benvenuti sul nuovo Citarsi Indosso: se siete abbastanza attempati da sapere cosa sono, mettetevi le pattìne, grazie, che qui è tutto nuovo.

Dedicato a Pietrone

"L'opera lirica e' un posto dove un uomo viene pugnalato e, invece di morire, canta."

Leopold Fechtner, chiunque sia.

(Beccati questa Pietro, così impari a chiedermi più post)

 

Dedicato a Pietrone

"L'opera lirica e' un posto dove un uomo viene pugnalato e, invece di morire, canta."

Leopold Fechtner, chiunque sia.

(Beccati questa Pietro, così impari a chiedermi più post)

 

Scusate se giro col piattino…

…ma è per una buona causa. Racconti del buonumore

Infatti segnalo che da ieri, nelle edicole del comasco (e, volendo, online), potete acquistare"I racconti del buonumore"; 5,80 € per sostenere il progetto "Battello dei nasi colorati" che si occupa di clownerie, portando il sorriso in reparti ospedalieri pediatrici, case di cutra per anziani, centri per disabili, carceri, (e Presidenza del Consiglio dei Ministri se dovranno rinunciare alla bagasce, ma questo è solo un progetto per il futuro).
Sono persone che ammiro molto, perché hanno il coraggio di mettere un naso rosso, che è l'unica cosa che distingue me e loro.

Ho contribuito con un racconto (tratto dalla rubrica "figure storiche" del mio blog), "Trainspotting in Como".
Per voi lettori di questo blog sarà probabilmente una riedizione, ma ci sono altri racconti divertenti e lo scopo è condivisibile.

Grazie.

Info:   http://www.newpressedizioni.com/recensioni/222/Un-racconto-per-star-bene

Scusate se giro col piattino…

…ma è per una buona causa. Racconti del buonumore

Infatti segnalo che da ieri, nelle edicole del comasco (e, volendo, online), potete acquistare"I racconti del buonumore"; 5,80 € per sostenere il progetto "Battello dei nasi colorati" che si occupa di clownerie, portando il sorriso in reparti ospedalieri pediatrici, case di cutra per anziani, centri per disabili, carceri, (e Presidenza del Consiglio dei Ministri se dovranno rinunciare alla bagasce, ma questo è solo un progetto per il futuro).
Sono persone che ammiro molto, perché hanno il coraggio di mettere un naso rosso, che è l'unica cosa che distingue me e loro.

Ho contribuito con un racconto (tratto dalla rubrica "figure storiche" del mio blog), "Trainspotting in Como".
Per voi lettori di questo blog sarà probabilmente una riedizione, ma ci sono altri racconti divertenti e lo scopo è condivisibile.

Grazie.

Info:   http://www.newpressedizioni.com/recensioni/222/Un-racconto-per-star-bene

Teatro e circo.

Dopo quattro anni abbondanti di blog, può capitare di ripetere una citazione.
Lo so, non si fa, ma ci sono dei motivi.

Il primo è che si tratta di Woody Allen, e quindi di un evergreen.

"Alla Scala di Milano, era con me e mia figlia, Needleman si sporse troppo dal palco e cadde a capofitto nella buca dell’orchestra. Troppo orgoglioso per ammettere che era stata una disgrazia, tornò a teatro ogni sera, per un mese, e ogni sera replicò quella caduta. Gli venne una leggera commozione cerebrale. Gli dissi che ormai poteva smetterla di cadere visto che aveva già convinto tutti. Ma lui: "No. Ancora un po’ di volte. Davvero, non è poi cosi’ male."


"Effetti collaterali" W. A.

Il secondo è che mi ricorda troppo Berlusconi e la sua battuta sull’abbronzatura del Presidente degli USA, che il tapino ha recentemente ripetuto e improvvidamente esteso anche a Michelle Obama, che tra l’altro ha un passato come attivista nella lotta contro la discriminazione razziale nel suo paese.

I termini “imbarazzante” e “dilettantesco” non dicono più nulla di nuovo, sarebbe il caso di parlare di “rincoglionimento” tout court. E, mi rendo conto, non stiamo parlando di una novità.

 berlusconimichelle

Non sono un esperto di liguaggio del corpo, ma mi pare evidente che:
   a) lei protende esageratamente il braccio come per tenerlo lontano

   b) il presidente americano incombe, protettivo ma anche minaccioso
   c) il presidente italiano fa la faccia da pirla
Poi, ripeto, non sono un esperto.

Quello che però trovo francamente inspiegabile –e quindi ancora capace di stupirmi- che nessuno, intorno al migliore Presidente del Consiglio dall’epoca dei Cesari in poi, abbia trovato modo e voglia, dal momento della prima infelicissima uscita, di spiegargli che ok, oramai l’hai detta, ma Silvio, cazzo, è una bestialità. Almeno non la ripetere più.
Come con Caligola, non deve essere una vita facile, per i suoi consiglieri.


Quanto agli italiani, come nazione, continueranno a meritarsi tanto grottesco  discredito a livello internazionale finché lo sosterranno. Finché ti fai rappresentare da un pagliaccio, difficilmente casa tua sarà giudicata qualcosa di diverso da un circo.

Teatro e circo.

Dopo quattro anni abbondanti di blog, può capitare di ripetere una citazione.
Lo so, non si fa, ma ci sono dei motivi.

Il primo è che si tratta di Woody Allen, e quindi di un evergreen.

"Alla Scala di Milano, era con me e mia figlia, Needleman si sporse troppo dal palco e cadde a capofitto nella buca dell’orchestra. Troppo orgoglioso per ammettere che era stata una disgrazia, tornò a teatro ogni sera, per un mese, e ogni sera replicò quella caduta. Gli venne una leggera commozione cerebrale. Gli dissi che ormai poteva smetterla di cadere visto che aveva già convinto tutti. Ma lui: "No. Ancora un po’ di volte. Davvero, non è poi cosi’ male."


"Effetti collaterali" W. A.

Il secondo è che mi ricorda troppo Berlusconi e la sua battuta sull’abbronzatura del Presidente degli USA, che il tapino ha recentemente ripetuto e improvvidamente esteso anche a Michelle Obama, che tra l’altro ha un passato come attivista nella lotta contro la discriminazione razziale nel suo paese.

I termini “imbarazzante” e “dilettantesco” non dicono più nulla di nuovo, sarebbe il caso di parlare di “rincoglionimento” tout court. E, mi rendo conto, non stiamo parlando di una novità.

 berlusconimichelle

Non sono un esperto di liguaggio del corpo, ma mi pare evidente che:
   a) lei protende esageratamente il braccio come per tenerlo lontano

   b) il presidente americano incombe, protettivo ma anche minaccioso
   c) il presidente italiano fa la faccia da pirla
Poi, ripeto, non sono un esperto.

Quello che però trovo francamente inspiegabile –e quindi ancora capace di stupirmi- che nessuno, intorno al migliore Presidente del Consiglio dall’epoca dei Cesari in poi, abbia trovato modo e voglia, dal momento della prima infelicissima uscita, di spiegargli che ok, oramai l’hai detta, ma Silvio, cazzo, è una bestialità. Almeno non la ripetere più.
Come con Caligola, non deve essere una vita facile, per i suoi consiglieri.


Quanto agli italiani, come nazione, continueranno a meritarsi tanto grottesco  discredito a livello internazionale finché lo sosterranno. Finché ti fai rappresentare da un pagliaccio, difficilmente casa tua sarà giudicata qualcosa di diverso da un circo.