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Corrierino delle famiglie: come mettersi d’accordo secondo i miei figli.

Io – Va bene bambini, cosa vediamo in tv?
Lei – Lo Hobbit!
Lui – No!
Io –Bambini, mettetevi d’accordo.
Lei – Lo Hobbit!
Lui – No!
Lei – Lo Hobbit!
Io – Gaia, Stefano, vi ho detto di mettervi d’accordo, su.
Lui – METTITI D’ACCORDO, GAIA!
Lei – Lo Hobbit!
Lui – Mettiti d’accordo e STAI ZITTA!

Un’ipotesi da approfondire.

Ieri ho inutilmente rovistato in quella giungla di carte che copre la mia scrivania in cerca di due libretti degli assegni che avrei dovuto consegnare domani ai clienti che me li avevano chiesti. Ho trovato una pastafrolla ancora nel suo sacchetto che avevo smarrito la settimana prima, ma non i libretti.
“Li hai persi?” mi è stato chiesto.
“No, persi no.”
“Ma se non li trovi…”
“Preferisco definirli temporaneamente dislocati in ubicazione non univoca.”

Stamattina infatti li ho ritrovati, nel mio zainetto da viaggio dove li avevo fin dall’inizio messi al sicuro.
Quindi ha  funzionato.
Sappiate quindi che il mio conto corrente è in momentanea sottovalutazione degli asset economici. Se funziona anche stavolta mi si aprono prospettive che fan tremare i polsi.

Buon sangue.

Io: “Hai poi trovato la sciarpa di Gaia?”
Faffo: “Sì, trovata.”
Io: “E dov’era?”
Faffo: “Nel cesto delle sciarpe, dove doveva essere.”

(Dopo avere riflettuto) Gaia:
Bisogna guardare con gli occhi per trovare le cose.
Non come papà, che usa le orecchie; lui vuole SENTIRSI DIRE dove sono le cose
.”

Sono orgoglioso della capacità logica e dell’humor di mia figlia; ed è un bene, perché così non la strangolo. Per ora.

Corrierino delle famiglie 23: il buongiorno.

Io, in piedi accanto al letto – “Buongiorno, tesoro. E’ ora di alzarsi.”
Lei, a occhi ancora chiusi – “Voglio vedere qualcosa di scritto.”

Così inizia la giornata della mia cabarettista preferita.

Corrierino delle famiglie 22

Son mammo, cioé padre solo a casa con figli, assente giustificata la compagna che fa turno di notte.
Dopo cena, rilasso entrambi i pargoli sull’amaca, su cui ci piazziamo tutti e tre e ci facciamo cullare.
Arriva anche il cane, lo sento festare nei dintorni dell’amaca.
Poi improvvisamente realizzo con orrore che il nostro cane è in ambulatorio con Faffo e che quindi un altro cane si è introdotto in giardino. E’ Mya, l’esuberante cane dei vicini che di botto si mette a dare la caccia alle mie cavie, che iniziano a schizzare come palline da flipper per il giardino, con la differenza che le palline non squittiscono di terrore.
Io, ovvio, vado nel panico: che faccio? Lascio che il cane smembri i nostri roditori o salto giù dall’amaca lasciando il piccolo Stefano (dieci mesi) in balìa dell’amaca governata da Gaia (tre anni e dieci mesi)?
Decido di saltar giù e di affidare a Gaia il fratello: “non ti muovere” dico alla quattrenne “e bloccalo se si sporge, io fermo Mya”. La manovra inizialmente sembra riuscire, perché catturo il cane invasore con relativa facilità e, approfittando si una sua certa simpatia per me, lo trascino per il collare fino a casa sua, dall’altro lato della strada. Incontro anche l’altra vicina quella atletica, che non fa tempo a chiedermi come va? che si scatena l’inferno nel mio cortile. Pianti di bimbo: bimbo piccolo, vacca maiala. Mollo il cane ai vicini che se tardano ancora un po’ ad aprirmi il cancello glielo infilo fra le sbarre, mi congedo fanbtozzianamente con la perplessa vicina atletica (“eh, serata  complicata” – “vedo”) e corro dentro.
Stefano è sul prato, ha sulla fronte un segno rosso grande quanto il Molise e ha smesso di piangere solo perché trova più interessante assaggiare erba; sua sorella lo guarda con disapprovazione dall’amaca e mi spiega che “si è sporgiuto, si è sporgiuto, si è sporgiuto finché è caduto.”

Se mio figlio sopravviverà alle mie cure fino alla maggiore età  -e mi rendo conto che la cosa non è probabile- credo che diventerà reporter di guerra, per ritrovare la confortante atmosfera in cui è cresciuto.

Corrierino delle famiglie 21

In auto, io guido e lei è al cellulare con un collega di ambulatorio. Ascolto la seguente conversazione:

“Sì.. sì… AH! Ho capito quale cliente dici: ma allora ce l’ho il numero, in rubrica:  aspetta che te lo do.
….
…Dove ho messo il telefono?…
….
Ma dove l’ho messo? Ce l’avevo!
….
Oh, aspetta: ce l’ho, ci sto parlando.”

Continuo a guidare cercando di concentrarmi sulla carreggiata e non sulla probabilità che avevo di trovare una compagna messa come me. Come già ebbi a commentare, l’altra metà della rapa.

Corrierino delle famiglie 20

Io: – Amore, posso dare alla Leila tutta questa crosta di taleggio?

Lei : -Se il buondìo avesse voluto che i cani mangiassero tanto formaggio, li avrebbe dotati di mani per mungere le vacche.

Scusate, ma per caso il buon Monti nel decreto Salvaitalia ha introdotto un’imposta sull’uso della risposta “no“? Informatemi, nel caso.