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L’arte del prezzaggio nel fast food.

Da Burger King (bella cena la mia, eh?) oggi una confezione di Chili Cheese da quattro pezzi costa 1,50 €; quella da sei pezzi 3,50.
“Scusi, ho letto bene?”
“Sì, quella piccola è in offerta.”
“Capisco.”
“Allora gliene do una da quattro o una da sei?”
“No, ne vorrei DUE da quattro per 3,00.”
Mi guarda perplessa.

Si vede che è una dell’ufficio marketing -quello che ha deciso questo brillante prezzaggio- che sta coprendo il turno di un cassiere ammalato.
Così tutto si spiega.

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Via Melchiorre Spasso, Milano.

A Milano alcuni immobili, che per posizione o pregio architettonico o salapinna quale motivo han deciso di rifarsi la facciata, hanno deciso di trasformare il portone d’ingresso in un posto di richiamo, con insegna in accattivante design, manco fosse un negozio. Per esempio, in via Vittor Pisani c’è un ingresso spettacolare con la scritta “Pisani 26” a far da richiamo. Mi sfuggono i motivi di tale scelta, ma questo non è il punto.

Il punto è che in via Melchiorre Gioia c’è un ingresso di questo tipo. Al civico 69.
L’insegna recita quindi “Gioia 69”.
E ditemi che non sapevano quello che facevano.

Ah, e per di più più avanti c’è un centro massaggi rilassanti orientali (leggi: bordello) che si chiama “la pace dei sensi”.

Poi l’humor ce l’hanno solo i romani. Tsé.

Tenetevi forte.

Secondo le anticipazioni di "Repubblica" di oggi, apprendo che all'interno del "decreto sviluppo" sarebbero previste le abolizioni degli albi professionali per le seguenti categorie: grossisti, facchini, estetiste, produttori di margarina, pesatori, spedizionieri.
Poi la sinistra dice che non si fanno le riforme.

Darwin today

Sono in commercio gadgets per ingannare i sensori sonori delle cinture di sicurezza. Li infili nell’apposita fessura, il beep smette e nessuna cintura ti stringe.

Esiste anche la versione “Hello Kitty”.

Hellokitty cinture

“Taaac!” avrebbe detto Darwin, se fosse stato milanese.

Buon sangue.

un Consigliere (di minoranza, se dio vuole) di Cantù, tale signora Angiola, a cui capita di essere la sorella del ministro Della Repubblica Giulio Tremonti, ha proposto in Consiglio Comunale di risolvere il problema del randagismo, invece che col dispendioso (18.000 Euro all'anno per un Comune situato in Brianza, un patrimonio!) metodo dei canili, con l'uccisione dei cani.

Deve essere che misura e sensibilità sono un marchio di famiglia.

Buon sangue.

un Consigliere (di minoranza, se dio vuole) di Cantù, tale signora Angiola, a cui capita di essere la sorella del ministro Della Repubblica Giulio Tremonti, ha proposto in Consiglio Comunale di risolvere il problema del randagismo, invece che col dispendioso (18.000 Euro all'anno per un Comune situato in Brianza, un patrimonio!) metodo dei canili, con l'uccisione dei cani.

Deve essere che misura e sensibilità sono un marchio di famiglia.

Bravo, ragionier Tremonti.

Cinquanta miliardi in più di evasione nel 2010 rispetto all’anno precedente. Fanno due volte l’ultime finanziaria di Tremonti, per intenderci.
L’ennesimo successo della politica dei condoni e degli scudi voluta da Tremonti e avvallata da Berlusconi; con tanti saluti alla bubbola dell’emerso che lo scudo avrebbe portato in dono. Te ‘l chi, il tuo bell’emerso, ragiunàtt!

Al di là degli aspetti morali, di cui l’Italia si impippa per definizione, andrebbe semplicemente riconosciuto con pragmatismo anglosassone che le politiche di Tremonti sono inefficaci nella misura in cui sono popolari. Non ha senso, lo capisce anche un bambino, recuperare un euro condonando un evasore quando la manovra porta altri ad evadere 10 euro; almeno che il senso non sia solo portare i voti a destra, si intende.
In questo, aridatece Prodi, o un qualsiasi Presdelcons che sappia varare una misura impopolare che porti frutti; lo chiamano “governare”, nei paesi in cui lo praticano.