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Confondere l’etica col frugar nelle mutande.

La Banca che mi fornisce collocamenti con cui accelero il naturale processo di rovina finanziaria a cui i risparmi dei miei clienti lasciati soli andrebbero comunque incontro (ma ci metterebbero una vita, io catalizzo il processo e lo porto ad una rapida e tendenzialmente definitiva conclusione) ha recentemente aggiunto alla sua gamma di offerta un fondo comune di diritto italiano obbligazionario etico. Di questo sono piuttosto contento.

Eh sì, perché oltre ad una vaga benevolenza per le scelte responsabili, dedicandomi a [attenzione: questa parte del post è seria, se sei contrario passa al prossimo paragrafo. Grazie.] ad approfondire la materia ho scoperto che la selezione titoli operata anche con filtri etici porta tendenzialmente come risultato la selezione di portafogli da un lato più performanti nel medio-lungo termine, dall’altro più resilienti nei momenti di crisi di mercato. Quindi ho recentemente iniziato a proporre l’inserimento di questa componente in portafogli che necessitassero di elementi di stabilità. [finito: è stata dura, eh?]

Ora, il fondo comune in questione. come generalmente fanno gli obbligazionari, opera con criteri di selezione etica per esclusione: significa in parole povere che non va per forza a cercarsi i bravi, ma che almeno esclude i cattivi.
Bene, è comunque qualcosa, mi dico.
Scorro quindi la lista dei criteri di esclusione: in quali campi economici devi essere coinvolto per finire nella lista dei cattivi e vedere rifiutati dal fondo in questione i titoli da te emessi?

  1. Armi, e ci mancherebbe.
  2. Gioco d’azzardo, bene.
  3. Alcolici e tabacco, beh, ok.
  4. Energia nucleare, capisco.
  5. OGM, uhm, credo di capire.
  6. Pornografia, meuh, d’accordo.
  7. Contraccettivi.
    Contraccettivi?
    CONTRACCETTIVI?

Ecco, io me lo vedo il prelato che in una pausa della riunione riceve il fax (l’email è ancora peccato) da un membro del Consiglio di Direzione di quella Banca, diciamo quello più vicino alle posizioni della Curia; il prelato scorre la lista, originariamente di soli sei punti e, scuotendo il capo, rifaxa: “Torna dentro e fai meglio.”

Di questa immagine, devo dire, sono un po’ meno contento.

Lo strano è relativo.

Faccio per dire, ma se ieri mattina, passando per Como per andare al lavoro, e ieri sera, sulla via del ritorno, avessi dovuto fare complessivamente mezzora di coda in auto perché dal marciapiede uno sciamano con maschera di legno danzava seminudo per scacciare gli spiriti maligni dai sandali dei membri della tribù che allo scopo colà si affollavano, beh, l’avrei trovato ben bizzarro, per non dire anacronistico.

Invece la coda l’ho fatta perché un prete cattolico benediceva le auto. E allora tutto normale, suppongo.

Eugenetica alla leghista

La Regione Veneto, a conduzione leghista, nel diramare indicazioni sul trapianto di organi, ha indicato come "controindicazione assoluta" (in parole povere: si fottano) il possesso di un quoziente intellettivo pari a 50.
Non basta: anche per quelli fra 50 e 70, secondo la Regione, c’é da discuterne, prima di concerere loro un rene.

Adesso, non sparerò a zero contro il cattolicesimo di quella Regione, anche perché le associazioni cattoliche hanno avuto da ridire sulla cosa, e, per quanto ne so, per prime.

Faccio solo notare quanto proprio la Lega, del cattolicesimo, faccia un uso strumentale, a fini elettorali, per esempio quando si proclamano crociate per tenere in vita forzatamente chi presenta una attività cerebrale assente e irreversibilmente compromessa.
(Ah, giusto per evitare fraintendimenti: non parlo di Eluana Englaro
, ma di Calderoli.)

Bella coppia.

Secondo Papa Ratzinger, il preservativo contro l’Aids non è lo strumento giusto (suppongo che quello giusto sia confessarsi e accendere un cero); e guarda caso non lo va a dire durante una visita pastorale in Olanda, ma in Africa.
Berlusconi, dal canto suo, lo difende dalle polemiche, affermando –non potendo dire che è stato frainteso da una stampa sinistroide, quella è la SUA scusa e ne è geloso- che il pontefice ha espresso una posizione in linea col suo ruolo. Che deve essere quello di sparare cazzate, arguiamo. Giuro che una critica così radicale, travestita da appoggio, non l’avrei pensata neppure io.

Di tutto l’argomento, troppo ritrito perché si possa dirne ancora qualcosa che non sia già stato detto, mi preme solo sottolineare una cosa: che tanto il tedesco quanto lo stra-italiano condividono due cose.

La prima è che entrambi parlano in nome di una superiore idelogia teocratica: Dio per il Papa, Dio anche per Berlusconi, con la precisazione che si tratta di lui.

La seconda è che –in nome dell’ideologia suprema- si può dire qualunque cosa, in barba alle conseguenze. In altre parole, nessuno dei due si pone problemi di responsabilità.

Per forza vanno d’accordo.


Peraltro, il Papa ha anche parlato della ricchezza come falso obbiettivo e di cure gratis per l’Aids, ma su questo tanto i mass-media quanto Berlusconi fanno un tantino i vaghi.

Bella coppia.

Secondo Papa Ratzinger, il preservativo contro l’Aids non è lo strumento giusto (suppongo che quello giusto sia confessarsi e accendere un cero); e guarda caso non lo va a dire durante una visita pastorale in Olanda, ma in Africa.
Berlusconi, dal canto suo, lo difende dalle polemiche, affermando –non potendo dire che è stato frainteso da una stampa sinistroide, quella è la SUA scusa e ne è geloso- che il pontefice ha espresso una posizione in linea col suo ruolo. Che deve essere quello di sparare cazzate, arguiamo. Giuro che una critica così radicale, travestita da appoggio, non l’avrei pensata neppure io.

Di tutto l’argomento, troppo ritrito perché si possa dirne ancora qualcosa che non sia già stato detto, mi preme solo sottolineare una cosa: che tanto il tedesco quanto lo stra-italiano condividono due cose.

La prima è che entrambi parlano in nome di una superiore idelogia teocratica: Dio per il Papa, Dio anche per Berlusconi, con la precisazione che si tratta di lui.

La seconda è che –in nome dell’ideologia suprema- si può dire qualunque cosa, in barba alle conseguenze. In altre parole, nessuno dei due si pone problemi di responsabilità.

Per forza vanno d’accordo.


Peraltro, il Papa ha anche parlato della ricchezza come falso obbiettivo e di cure gratis per l’Aids, ma su questo tanto i mass-media quanto Berlusconi fanno un tantino i vaghi.

Dopo il polverone

Sono giorni che mi prudono le dita: anche le mani, se è per quello, ma non voglio fare il facinoroso.
Osservate ventiquattro ore di rispettoso silenzio (quanto sarebbe stato meglio che avessero fatto altrettanto svariati politici di questa chiassosissima maggioranza, e parlo anche di quelli che risiedono in Vaticano), ho necessità e urgenza di fissare qualche punto a proposito della vicenda che ha coinvolto la famiglia Englaro.
Il “pezzo” non è breve, e me ne scuso, ma ho taciuto per troppi giorni e non ce la faccio più.

Partiamo da Berlusconi: dopo avere ignorato la questione negli ultimi mesi (ma, visto che non è nuovo a sedere a Palazzo Chigi, diciamo pure: per anni) improvvisamente l’Unto del Signore si sente investito di un compito umano e divino al tempo stesso: fulminato tipo John Belushi nei Blues Brothers (“la bbbandaaaaaa”) si precipita a salvare Eluana.
Quindi, prende atto che esiste una sentenza (vi ricordo: le sentenze applicano le leggi ai casi singoli) della Corte di Cassazione, non del pretore di Vergate sul Membro; ciononostante decide di ribaltarla con una legge, un decreto-legge per la precisione. Fa niente che la Costituzione stabilisca che le leggi devono avere valore e scopo generale, lui fa una legge per un caso singolo. In qualche mezzora, la legge è pronta, a riprova di quanto sia frutto di profonde e serie riflessioni.
Il Capo dello Stato gli fa sapere in via riservata che il suo atto non è formalmente accettabile: non è un’uscita estemporanea, è uno dei motivi per cui il Capo dello Stato fa quel mestiere lì. Berlusconi, dimostrando sensibilità e responsabilità istituzionale, se ne fotte e il decreto-legge lo emana lo stesso. Come da copione, Napolitano fa quello che gli aveva detto che avrebbe fatto, cioè non controfirma; suppongo che nel rimandare indietro la legge non firmata gli abbia attaccato anche un Post-it giallo con scritto “Silvio, ma sei cretino? Più che scrivertelo, cosa devo fare?”; ma deve essersi staccato, perché nessuno ne ha parlato.

A questo punto, viene fuori il Silvio vero, il bizzoso vecchietto megalomane e squilibrato che gli italiani tanto amano, e lo show è degno delle aspettative: dichiara che Eluana può svegliarsi (basta scuoterla un po’ forte, suppongo), che può avere figli (bel concetto della maternità, complimenti), che gli dicono che tutto sommato ha un bell’aspetto (ma chi gliel’ha detto? Il suo visagista?); sto citando letteralmente, ragazzi, andate a controllare i giornali di questi giorni.

E qui il Silvio inizia un iter parlamentare inedito e surreale, pretendendo di approvare in tempi record una legge la stessa legge dichiarata dal Capo dello Stato incostituzionale, e che presumibilmente sarebbe caduta nuovamente per lo stesso motivo.
Schifani, anellide che presiede il Senato, lasciando una scia di bava si dichiara pronto. Fini, il compagno che da anni il PCI ha infiltrato nelle file della destra (ormai è chiaro) si dichiara pronto uguale, però almeno mugugna.
Poi arriva quella che Eduardo chiamava la Grande Livella e finalmente lo show parlamentare si ferma. Un minuto. Poi rincomincia con accuse neanche tanto velate di omicidio, per omissione di firma e per avvelenamento.

Ora, una domanda ai miei compatrioti: ma cosa cazzo deve fare quest’uomo per convincervi di essere mentalmente instabile? Presentarsi in Parlamento con un pitale in testa? A questo lo volete costringere prima di rimuoverlo da quella sedia da cui si sta rendendo ridicolo –per inciso, rendendo ridicoli anche noi?

Ma al di là degli aspetti più patetici del comportamento di Berlusconi, mi preme sottolineare due cose.
Primo: l’uomo che sentiva la responsabilità della morte di Eluana in assenza di una legge, fa bene a sentire quella responsabilità, perché proprio lui è effettivamente responsabile di non avere mai voluto affrontare l’argomento nelle passate e abbondanti legislature in cui ha invece trovato tutto il tempo e le motivazioni di assestare per legge i suoi processi e di depenalizzare tutti i suoi reati favoriti. Il che non lo autorizza, tuttavia, a uscire dalle regole costituzionali: se invece vuole fare il dittatore o il monarca assoluto, sia dia almeno la pena di fare un colpo di stato, eccheccazzi, ci sono delle usanze da rispettare!

Secondo: chiarito che di Eluana non gliene fregava una fava, non è difficile capire quale fosse il suo vero obiettivo, anche perché l’ha impudicamente dichiarato a chiare lettere: cambiare la Costituzione, presentandosi di fronte al popolo (veramente ci si presenta davanti al Parlamento a sezioni unite, ma vabbe’); ha perfino dichiarato che la nostra Costituzione è stata influenzata da modelli filosovietici (ci sono costituzionalisti che ancora sono preda di convulsioni da risate per questa affermazione). Ora, il ragionamento è: questa Costituzione limita i miei poteri, è sovietica, cambiamola ampliando i miei poteri: esattamente come avrebbe fatto Stalin. Coerenza democratica e liberale, il Silvio, non c’è che dire!

Terzo (lo so che avevo detto due cose, ma non riesco a fermarmi): la retorica berlusconiana ha parlato nel caso Englaro di Stato che prevale sui cittadini additando alla pubblica esecrazione le decisioni della magistratura. Bene (bene un cazzo, a dire il vero) è vero proprio il contrario: in una faccenda privata, privatissima, lui, come politico, come potere dello Stato, ha voluto immischiarsi, decidere, fare pesare la propria opinione e imporla per legge annullando delle sentenze. Vogliamo chiarirgli una volta per tutte che essere stato eletto a Presidente del Consiglio non significa avergli dato le chiavi dell’Italia e delle nostre vite, e che lui non è l’Amministratore Delegato di Dio?

E, a proposito di Dio, ma soprattutto dei suoi profeti e dei suoi interpreti: ragazzi, avete rotto i coglioni. Quando capirete che siete liberissimi di fare quello che vi ha detto di fare dio ma che non per questo devo farlo io, allora ci sarà spazio per parlare della vostra visione delle cose. Ma, fino ad allora, mi spiegate quale senso ha dialogare con chi pretende di imporre le sue scelte? L’ateo, il laico, o semplicemente colui che non è certo di aver ben capito cosa vuole Dio da lui, non è tenuto a fare quello che decidi di fare tu con te stesso.
U capisti?
L’alternativa è il khomeinismo, nelle sue svariate forme.

E, non temiate, ne ho anche per l’opposizione: e qui prendo a prestito le parole di Cristiano Valli (che da oggi annovero con piacere nei link), voce storica di Radio Popolare:
dopo quello che è successo oggi il capo dell’opposizione aveva a disposizione tutta la storia per fare i dovuti paragoni. fascismi, nazismi, golpe, dittature, cesari, napoleoni, faraoni, comeini. tutto quello che voleva.

e con la sinistra, lì, smarrita, che aspetta le giuste parole forti lui se ne esce con “Non si vedeva una cosa del genere dai tempi del dopoguerra“.

nel silenzio disturbato solo da un sommesso cascar di braccia, in redazione, s’è materializzata una frase che nessuno ha avuto il coraggio di pronunciare. ma s’è udita uguale. cosa diavolo è successo, nel dopoguerra?

Minchia, Walter, col bene che ti voglio lascia che te lo dica: talvolta davvero mi fai cadere i coglioni nei risvolti dei calzini.

 

A margine di tutto ciò, rimangono infine accese, come lampadine, alcune illuminazioni: Mentana ha scoperto di lavorare in Mediaset, Fini ha scoperto che Gasparri è buono sì e no per fare il capotifoso in curva, gli italiani hanno scoperto che, quando gli conviene, della loro opinione rilevata dai sondaggi Berlusconi se ne sbatte.
Benvenuti, a tutti, in Italia nel 2009. Enjoy.

 

Dopo il polverone

Sono giorni che mi prudono le dita: anche le mani, se è per quello, ma non voglio fare il facinoroso.
Osservate ventiquattro ore di rispettoso silenzio (quanto sarebbe stato meglio che avessero fatto altrettanto svariati politici di questa chiassosissima maggioranza, e parlo anche di quelli che risiedono in Vaticano), ho necessità e urgenza di fissare qualche punto a proposito della vicenda che ha coinvolto la famiglia Englaro.
Il “pezzo” non è breve, e me ne scuso, ma ho taciuto per troppi giorni e non ce la faccio più.

Partiamo da Berlusconi: dopo avere ignorato la questione negli ultimi mesi (ma, visto che non è nuovo a sedere a Palazzo Chigi, diciamo pure: per anni) improvvisamente l’Unto del Signore si sente investito di un compito umano e divino al tempo stesso: fulminato tipo John Belushi nei Blues Brothers (“la bbbandaaaaaa”) si precipita a salvare Eluana.
Quindi, prende atto che esiste una sentenza (vi ricordo: le sentenze applicano le leggi ai casi singoli) della Corte di Cassazione, non del pretore di Vergate sul Membro; ciononostante decide di ribaltarla con una legge, un decreto-legge per la precisione. Fa niente che la Costituzione stabilisca che le leggi devono avere valore e scopo generale, lui fa una legge per un caso singolo. In qualche mezzora, la legge è pronta, a riprova di quanto sia frutto di profonde e serie riflessioni.
Il Capo dello Stato gli fa sapere in via riservata che il suo atto non è formalmente accettabile: non è un’uscita estemporanea, è uno dei motivi per cui il Capo dello Stato fa quel mestiere lì. Berlusconi, dimostrando sensibilità e responsabilità istituzionale, se ne fotte e il decreto-legge lo emana lo stesso. Come da copione, Napolitano fa quello che gli aveva detto che avrebbe fatto, cioè non controfirma; suppongo che nel rimandare indietro la legge non firmata gli abbia attaccato anche un Post-it giallo con scritto “Silvio, ma sei cretino? Più che scrivertelo, cosa devo fare?”; ma deve essersi staccato, perché nessuno ne ha parlato.

A questo punto, viene fuori il Silvio vero, il bizzoso vecchietto megalomane e squilibrato che gli italiani tanto amano, e lo show è degno delle aspettative: dichiara che Eluana può svegliarsi (basta scuoterla un po’ forte, suppongo), che può avere figli (bel concetto della maternità, complimenti), che gli dicono che tutto sommato ha un bell’aspetto (ma chi gliel’ha detto? Il suo visagista?); sto citando letteralmente, ragazzi, andate a controllare i giornali di questi giorni.

E qui il Silvio inizia un iter parlamentare inedito e surreale, pretendendo di approvare in tempi record una legge la stessa legge dichiarata dal Capo dello Stato incostituzionale, e che presumibilmente sarebbe caduta nuovamente per lo stesso motivo.
Schifani, anellide che presiede il Senato, lasciando una scia di bava si dichiara pronto. Fini, il compagno che da anni il PCI ha infiltrato nelle file della destra (ormai è chiaro) si dichiara pronto uguale, però almeno mugugna.
Poi arriva quella che Eduardo chiamava la Grande Livella e finalmente lo show parlamentare si ferma. Un minuto. Poi rincomincia con accuse neanche tanto velate di omicidio, per omissione di firma e per avvelenamento.

Ora, una domanda ai miei compatrioti: ma cosa cazzo deve fare quest’uomo per convincervi di essere mentalmente instabile? Presentarsi in Parlamento con un pitale in testa? A questo lo volete costringere prima di rimuoverlo da quella sedia da cui si sta rendendo ridicolo –per inciso, rendendo ridicoli anche noi?

Ma al di là degli aspetti più patetici del comportamento di Berlusconi, mi preme sottolineare due cose.
Primo: l’uomo che sentiva la responsabilità della morte di Eluana in assenza di una legge, fa bene a sentire quella responsabilità, perché proprio lui è effettivamente responsabile di non avere mai voluto affrontare l’argomento nelle passate e abbondanti legislature in cui ha invece trovato tutto il tempo e le motivazioni di assestare per legge i suoi processi e di depenalizzare tutti i suoi reati favoriti. Il che non lo autorizza, tuttavia, a uscire dalle regole costituzionali: se invece vuole fare il dittatore o il monarca assoluto, sia dia almeno la pena di fare un colpo di stato, eccheccazzi, ci sono delle usanze da rispettare!

Secondo: chiarito che di Eluana non gliene fregava una fava, non è difficile capire quale fosse il suo vero obiettivo, anche perché l’ha impudicamente dichiarato a chiare lettere: cambiare la Costituzione, presentandosi di fronte al popolo (veramente ci si presenta davanti al Parlamento a sezioni unite, ma vabbe’); ha perfino dichiarato che la nostra Costituzione è stata influenzata da modelli filosovietici (ci sono costituzionalisti che ancora sono preda di convulsioni da risate per questa affermazione). Ora, il ragionamento è: questa Costituzione limita i miei poteri, è sovietica, cambiamola ampliando i miei poteri: esattamente come avrebbe fatto Stalin. Coerenza democratica e liberale, il Silvio, non c’è che dire!

Terzo (lo so che avevo detto due cose, ma non riesco a fermarmi): la retorica berlusconiana ha parlato nel caso Englaro di Stato che prevale sui cittadini additando alla pubblica esecrazione le decisioni della magistratura. Bene (bene un cazzo, a dire il vero) è vero proprio il contrario: in una faccenda privata, privatissima, lui, come politico, come potere dello Stato, ha voluto immischiarsi, decidere, fare pesare la propria opinione e imporla per legge annullando delle sentenze. Vogliamo chiarirgli una volta per tutte che essere stato eletto a Presidente del Consiglio non significa avergli dato le chiavi dell’Italia e delle nostre vite, e che lui non è l’Amministratore Delegato di Dio?

E, a proposito di Dio, ma soprattutto dei suoi profeti e dei suoi interpreti: ragazzi, avete rotto i coglioni. Quando capirete che siete liberissimi di fare quello che vi ha detto di fare dio ma che non per questo devo farlo io, allora ci sarà spazio per parlare della vostra visione delle cose. Ma, fino ad allora, mi spiegate quale senso ha dialogare con chi pretende di imporre le sue scelte? L’ateo, il laico, o semplicemente colui che non è certo di aver ben capito cosa vuole Dio da lui, non è tenuto a fare quello che decidi di fare tu con te stesso.
U capisti?
L’alternativa è il khomeinismo, nelle sue svariate forme.

E, non temiate, ne ho anche per l’opposizione: e qui prendo a prestito le parole di Cristiano Valli (che da oggi annovero con piacere nei link), voce storica di Radio Popolare:
dopo quello che è successo oggi il capo dell’opposizione aveva a disposizione tutta la storia per fare i dovuti paragoni. fascismi, nazismi, golpe, dittature, cesari, napoleoni, faraoni, comeini. tutto quello che voleva.

e con la sinistra, lì, smarrita, che aspetta le giuste parole forti lui se ne esce con “Non si vedeva una cosa del genere dai tempi del dopoguerra“.

nel silenzio disturbato solo da un sommesso cascar di braccia, in redazione, s’è materializzata una frase che nessuno ha avuto il coraggio di pronunciare. ma s’è udita uguale. cosa diavolo è successo, nel dopoguerra?

Minchia, Walter, col bene che ti voglio lascia che te lo dica: talvolta davvero mi fai cadere i coglioni nei risvolti dei calzini.

 

A margine di tutto ciò, rimangono infine accese, come lampadine, alcune illuminazioni: Mentana ha scoperto di lavorare in Mediaset, Fini ha scoperto che Gasparri è buono sì e no per fare il capotifoso in curva, gli italiani hanno scoperto che, quando gli conviene, della loro opinione rilevata dai sondaggi Berlusconi se ne sbatte.
Benvenuti, a tutti, in Italia nel 2009. Enjoy.