Posts Tagged ‘le mie preziose recensioni’

Anche se in ritardo, recensisco

Ho visto “Le Cronache di Narnia” dopo anni dalla sua uscita a causa dei bambini. Nel senso che prima erano piccoli per essere portati al cinema e ora sono abbastanza grandi per chiagnere “voio vede’e QUELLO”.
Ne consegue che la mia recensione non sarà attuale; ma cercherò di compensare con finezza di analisi.
Sì, perché giudicando dalle immagini  fantasy lavorate con la  grafica digitale, dallo sviluppo e complessità della trama, dalla fluidità della sceneggiatura per finire con la recitazione credo onestamente di dover dire che una cagata simile non l’avevo mai vista.

Fra Alicia e Kalinda

Grazie alle Olimpiadi e all’occupazione militare della tv da parte di Faffo per tutta la loro durata abbiamo in arretrato un  filotto di puntate di “The Good Wife”, tanto che praticamente da una settimana non vediamo altro.

Ora, mi rendo conto che -da un punto di vista teologico- definire questa situazione “il paradiso” potrebbe espormi a critiche.
Ma, mi chiedo, potrà mai essere tanto diverso?

Son sempre classici.

Nella mia variegata attenzione alla cultura (a voi posso sembrare semplicemente un pirla, ma vi assicuro di essere un colto ed erudito pirla) non disdegno di leggere qualche classico.

Senofonte%20Madrid%20PradoIn questi giorni, in particolare, mi dedico all’Anabasi di Senofonte, con un elegante testo a fronte in greco, di cui ho confrontato tre righe prima di concludere che non ricordo una fava di quella lingua, nonostante anni di liceo classico.
Sì, ok, è una pietra miliare della storiografia del mondo antico.
E, certo, la storia mi ha sempre appassionato al liceo, per quanto quella capra di insegnate abbia fatto per annoiarmici a morte.
Ma non è questo, il motivo.

the-warriorsLa vera ragione è che, conversando con A. Manitto -il mio guru in fatto di sceneggiatura cha ha inutilmente tentato di dare un metodo ai miei racconti scritti alla cazzo- è venuto fuori che un capolavoro del cinema anni ’80, un cult del trash americano, il mitico “I Guerrieri della Notte”, sarebbe largamente inspirato a quel classico storiografico di Senofonte. Infatti, entrambi, secondo il guru, ricalcherebbero lo schema epico del “ritorno a casa” (nostòs, toh, ve la butto lì con nonchalance) collettivo e avrebbero punti in comune e analogie a strafottere, lo schema perfetto del racconto fantasy costruito sul mito sciamanico del viaggio e ritorno dell’Ade (lavatevi le mani, dopo avere maneggiato tanta cultura, neh?).

furiesConfesso, quel film l’avrò visto una decina di volte e ancora mi diverte e mi avvince; quando entrano in scena i Baseball Furies a ruotare le mazze sulle note di Giorgio Moroder, provo brividi di emozione come la prima volta. Ognuno ha nel cuore le tarmarrate sue.

Di questa passione, in realtà, mi sono sempre un tantino vergognato, perché, per quanto mi piaccia, devo ammettere che a qualche critica quel film si presta: dialoghi basic, situazioni inverosimili, un doppiaggio che non rende lo slang dei protagonisti (“Hey, vuoi farti una pelle?” sarebbe, secondo il traduttore, l’invito di un tamarro ad una copula veloce in posizione eretta, e mi piacerebbe capire perché non fosse abbastanza slang “sveltina”).
Il fatto che cotanto film si sia ispirato ad una pietra miliare classica in realtà mi conforta: vuol, dire che qualcosa, dietro, c’è.

Orbene, leggendo, ho appena scoperto, con viva gioia, che l’ispirazione è consapevole, tanto che nel film si trova addirittura un omaggio al testo di Senofonte.
Infatti, i mille soldati greci dell’Anabasi devono far ritorno verso casa dopo essersi trovati isolati in mezzo ad una marea di nemici piuttosto incazzati perché il capo della spedizione militare, al cui seguito prestavano servizio come mercenari, ha la cattiva idea di farsi ammazzare in battaglia. Orbene, quel capo era il persiano Ciro (il nipote di Ciro il Grande).

Ora, voi che come me avete visto decine di volte “I Guerrieri della Notte”, ricordate come si chiamava il capopopolo che viene ucciso al raduno delle bande della città, scatenando la caccia ai Warriors?cyrus warriors
Cyrus, appunto.
TAH-DAAH!

Dove il classico incontra il trash, là c’è il trashico. E io godo.

Son sempre classici.

Nella mia variegata attenzione alla cultura (a voi posso sembrare semplicemente un pirla, ma vi assicuro di essere un colto ed erudito pirla) non disdegno di leggere qualche classico.

Senofonte%20Madrid%20PradoIn questi giorni, in particolare, mi dedico all’Anabasi di Senofonte, con un elegante testo a fronte in greco, di cui ho confrontato tre righe prima di concludere che non ricordo una fava di quella lingua, nonostante anni di liceo classico.
Sì, ok, è una pietra miliare della storiografia del mondo antico.
E, certo, la storia mi ha sempre appassionato al liceo, per quanto quella capra di insegnate abbia fatto per annoiarmici a morte.
Ma non è questo, il motivo.

the-warriorsLa vera ragione è che, conversando con A. Manitto -il mio guru in fatto di sceneggiatura cha ha inutilmente tentato di dare un metodo ai miei racconti scritti alla cazzo- è venuto fuori che un capolavoro del cinema anni ’80, un cult del trash americano, il mitico “I Guerrieri della Notte”, sarebbe largamente inspirato a quel classico storiografico di Senofonte. Infatti, entrambi, secondo il guru, ricalcherebbero lo schema epico del “ritorno a casa” (nostòs, toh, ve la butto lì con nonchalance) collettivo e avrebbero punti in comune e analogie a strafottere, lo schema perfetto del racconto fantasy costruito sul mito sciamanico del viaggio e ritorno dell’Ade (lavatevi le mani, dopo avere maneggiato tanta cultura, neh?).

furiesConfesso, quel film l’avrò visto una decina di volte e ancora mi diverte e mi avvince; quando entrano in scena i Baseball Furies a ruotare le mazze sulle note di Giorgio Moroder, provo brividi di emozione come la prima volta. Ognuno ha nel cuore le tarmarrate sue.

Di questa passione, in realtà, mi sono sempre un tantino vergognato, perché, per quanto mi piaccia, devo ammettere che a qualche critica quel film si presta: dialoghi basic, situazioni inverosimili, un doppiaggio che non rende lo slang dei protagonisti (“Hey, vuoi farti una pelle?” sarebbe, secondo il traduttore, l’invito di un tamarro ad una copula veloce in posizione eretta, e mi piacerebbe capire perché non fosse abbastanza slang “sveltina”).
Il fatto che cotanto film si sia ispirato ad una pietra miliare classica in realtà mi conforta: vuol, dire che qualcosa, dietro, c’è.

Orbene, leggendo, ho appena scoperto, con viva gioia, che l’ispirazione è consapevole, tanto che nel film si trova addirittura un omaggio al testo di Senofonte.
Infatti, i mille soldati greci dell’Anabasi devono far ritorno verso casa dopo essersi trovati isolati in mezzo ad una marea di nemici piuttosto incazzati perché il capo della spedizione militare, al cui seguito prestavano servizio come mercenari, ha la cattiva idea di farsi ammazzare in battaglia. Orbene, quel capo era il persiano Ciro (il nipote di Ciro il Grande).

Ora, voi che come me avete visto decine di volte “I Guerrieri della Notte”, ricordate come si chiamava il capopopolo che viene ucciso al raduno delle bande della città, scatenando la caccia ai Warriors?cyrus warriors
Cyrus, appunto.
TAH-DAAH!

Dove il classico incontra il trash, là c’è il trashico. E io godo.

Corrierino delle famiglie 18

Conversazione telefonica della buonanotte, una sera in cui Faffo fa il turno di notte.

X – Ah, sai poi che avevi ragione tu sulla serie tv Spartacus? Stasera ho visto la prima puntata che avevo registrato.
F – Cioè, è un cagatone?
X – Immenso. Una cagata che si regge solo su tette e violenza.
F – Allora, fine dell’esperimento?
X – No, certo che no, mi guarderò tutta la serie.
F – Ma non hai appena detto…
X – Ho anche detto tette e violenza.

Talvolta penso che le donne proprio non ci stiano a sentire.

Corrierino delle famiglie 18

Conversazione telefonica della buonanotte, una sera in cui Faffo fa il turno di notte.

X – Ah, sai poi che avevi ragione tu sulla serie tv Spartacus? Stasera ho visto la prima puntata che avevo registrato.
F – Cioè, è un cagatone?
X – Immenso. Una cagata che si regge solo su tette e violenza.
F – Allora, fine dell’esperimento?
X – No, certo che no, mi guarderò tutta la serie.
F – Ma non hai appena detto…
X – Ho anche detto tette e violenza.

Talvolta penso che le donne proprio non ci stiano a sentire.

Scusate se giro col piattino…

…ma è per una buona causa. Racconti del buonumore

Infatti segnalo che da ieri, nelle edicole del comasco (e, volendo, online), potete acquistare"I racconti del buonumore"; 5,80 € per sostenere il progetto "Battello dei nasi colorati" che si occupa di clownerie, portando il sorriso in reparti ospedalieri pediatrici, case di cutra per anziani, centri per disabili, carceri, (e Presidenza del Consiglio dei Ministri se dovranno rinunciare alla bagasce, ma questo è solo un progetto per il futuro).
Sono persone che ammiro molto, perché hanno il coraggio di mettere un naso rosso, che è l'unica cosa che distingue me e loro.

Ho contribuito con un racconto (tratto dalla rubrica "figure storiche" del mio blog), "Trainspotting in Como".
Per voi lettori di questo blog sarà probabilmente una riedizione, ma ci sono altri racconti divertenti e lo scopo è condivisibile.

Grazie.

Info:   http://www.newpressedizioni.com/recensioni/222/Un-racconto-per-star-bene