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Qualcuno si stupisce?

E’ aldilà di qualsiasi verosimiglianza, una cosa da non credere, la ferrea tignosità con cui Berlusconi si accozza alla sua poltrona, alla distribuzione del potere fra i suoi servi e al suo privilegio di cambiare le leggi secondo i propri interessi.

Davvero, non immaginavo potesse arrivare a tanto, io che ho sempre avuto le peggiori aspettative sul soggetto: ora ha contro Confindustria, i Vescovi, le piazze, le casalinghe telerincoglionite, i sondaggi (i suoi beneamati sondaggi!), oltre a quel terzo di italiani a cui è sempre stato sui coglioni.
Eppure è lì, che manovricchia, trama, si infuria, blandisce e mente, mente, mente: uno spettacolo pietoso.

D’altra parte, italiani, l’avete eletto per pagare un po’ meno di tasse, per potere evadicchiare un tantino, per non decidere una politica di sacrifici e di coesione: in pratica, volevate farvi i cazzi vostri.
Vi stupite ora se lui coi vostri voti si fa i suoi?

Andiamo, ammettetelo, vi ha inculati. Perché è come voi.

Con rispetto, da cittadino a Ministro.

Caro Angelino che di mestiere fai il Ministro della Giustizia, nutrivo dei dubbi sulla legge che è in votazione da ieri alla Camera. Assatanati giornali di sinistra affermavano infatti che, applicando ai processi in corso i termini di prescrizione che state introducendo col processo breve, migliaia di processi sarebbero caduti in prescrizione. Che significa, se so ancora ragionare, migliaia di vittime di reati senza giustizia e migliaia di parti offese senza risarcimento. E a me, questo non pareva bello.

Poi sei arrivato tu, e mi hai spiegato che sarebbero caduti nel nulla solo lo 0,2% dei processi in corso, e ho tirato un bel respiro di sollievo. Oddìo, non mi hai precisato in numeri a quanto corrispondesse questa cifra, che pure tu dovresti conoscere, visto che ne hai dedotto una percentuale.

Faccio per dire, ma siamo 50 milioni in questo bel Paese, se uno su cento avesse una causa in corso farebbero 500.000 cause e lo 0,2% farebbero pur sempre 1.000 processi. Che, detto così, suona poca cosa: ma se provi a dire 1.000 reati impuniti o 1.000 vittime senza risarcimenti, a me suona ancora tantino. Che se poi fossero 5 su 100 ad avere processi in corso, beh, farebbe 5.000.
Ma tu mi dici che è poco, e, visto che il Ministro sei tu, io ti voglio credere.

E naturalmente, ti credo anche quando affermi che non è vero che questa legge salvi Berlusconi dal processo MIlls e da quello Mediatrade. Sei Ministro, mica mi conterai delle balle, no?

Ma allora, Angelino, io che vedo voi parlamentari arrabattarvi -pure di notte- contro l’ostruzionismo di quei disfattisti dell’opposizione, mi chiedo: ma per lo 0,2% dei processi, vale davvero la pena di fare tanta cagnara? Cioè, faceste notte per ogni singolo problema che riguarda un migliaio di situazioni individuali, ma quando mai dormireste?
Tu dici: ma non è tanto per i processi in corso, è per quelli futuri! Non devono essere troppo lunghi, quindi ci mettiamo un bel limite, e morta là.
Uhm. Sarà.
Ma scusa la pedanteria, Angelino, se ora quei processi sono lo 0,2% di quelli pendenti, non è che per caso saranno lo 0,2% anche domani, fra un anno, fra dieci anni? Insomma non è che stiamo sempre parlando di pochi processi sulla massa di quelli normalmente in corso? Oh, dico, l’hai detto tu, mica io.
E ci fate notte.
Mah.

E poi, perdona il mio ardire: avete urlato a tutti che era ora di ridurre lo strapotere dei giudici (e questo sì, lo capisco, giustificherebbe le vostre notti in bianco a votare alla Camera) e che questa norma andava in questo senso.
Ma i giudici lavorano a cottimo (tot sentenze, tot soldi) o li stipendiate e basta? No, perché allora non si vede come il fatto di dovere terminare prima il processo, pena la sua estinzione, dovrebbe spingere quella massa di pelandroni che sicuramente sono i giudici a lavorare più lestamente per giungere di corsa ad una sentenza. Anzi, a occhio e croce, se hanno poca voglia di lavorare un processo che va ad estinguersi significa meno lavoro ancora, manco dovranno scrivere la sentenza.
Non so, dimmi tu, ragiono male?

Vedi, Angelino, è che tu sei Ministro, e non uno di quelli che lo è diventato per via di pompini, come si dice di altri dicasteri meno prestigiosi del tuo: quindi, fatico a credere che tu mi stia prendendo per il culo.
Però, in tutta onestà, se tu invece che Ministro fossi un privato cittadino, ma sai che staresti sparando una marea di cazzate?

Materiale per il quotidiano vaffanculo.

Il Parlamento Italiano ha votato –senza che fosse in alcun modo nelle sue prerogative farlo, si badi- e a stretta maggioranza stabilito che, quando Berlusconi sollevò il telefono e chiamò la Questura per tirare fuori dai guai (cosa che comunque puzza assai di abuso, quindi di reato) una troietta marocchina probabile ladra, beh, lo fece perché convinto che fosse DAVVERO la nipote un po’ scapestrata di Mubarak, il premier egiziano.

Quindi esercitava una funzione pubblica a beneficio di tutti noi, e quindi tutto bene, in sostanza.

Cazzo ridete?
L’ha detto il Parlamento, mica i suoi legali, quelli sì, pagati profumatamente per arrampicarsi sugli specchi come è il caso che un buon avvocato faccia. I Parlamentari, invece, quelli che lui ha inserito nelle liste e quelli che ha acquistato in saldo dopo, lo fanno così, gratis, per beneficienza verso il simpatico Silvio.

Quindi, salvata la ghirba alla monella, immagino abbia ripreso a portarsela –appena maggiorenne, ma lo faceva anche quando era minorenne- a casa per inserirla nelle sue orge: che lo zio, Mubarak, chissà com’era contento.

Materiale per il quotidiano vaffanculo.

Il Parlamento Italiano ha votato –senza che fosse in alcun modo nelle sue prerogative farlo, si badi- e a stretta maggioranza stabilito che, quando Berlusconi sollevò il telefono e chiamò la Questura per tirare fuori dai guai (cosa che comunque puzza assai di abuso, quindi di reato) una troietta marocchina probabile ladra, beh, lo fece perché convinto che fosse DAVVERO la nipote un po’ scapestrata di Mubarak, il premier egiziano.

Quindi esercitava una funzione pubblica a beneficio di tutti noi, e quindi tutto bene, in sostanza.

Cazzo ridete?
L’ha detto il Parlamento, mica i suoi legali, quelli sì, pagati profumatamente per arrampicarsi sugli specchi come è il caso che un buon avvocato faccia. I Parlamentari, invece, quelli che lui ha inserito nelle liste e quelli che ha acquistato in saldo dopo, lo fanno così, gratis, per beneficienza verso il simpatico Silvio.

Quindi, salvata la ghirba alla monella, immagino abbia ripreso a portarsela –appena maggiorenne, ma lo faceva anche quando era minorenne- a casa per inserirla nelle sue orge: che lo zio, Mubarak, chissà com’era contento.

Uno strano concetto di responsabilità.

Che per stare in piedi il governo Berlusconi-Scilipoti abbia raccattato voti in maniera più che equivoca fra "pentiti" dell'opposizione (dopo avere gridato come ossessi al tradimento della volontà popolare non appena subìto il voltafaccia -annunciatissimo e cercato- dei finiani) fa già di per sé abbastanza schifo.
Il tanto vituperato Prodi, per dirne una, a quest'ora aveva già abbondantemente preso in saccoccia la propria sconfitta senza scendere a compromessi, trame segrete, e palesi prese per il culo dell'elettorato. Altro stile, altra responsabilità.

Ma che per raggiungere questo bel risultato si nomini Ministro della Repubblica un signor quasi-nessuno che da anni è coinvolto in una indagine per mafia, beh, fa proprio schifo al cazzo, e perdonate se l'analisi è fin troppo fine.

Naturalmente lo si è fatto per senso di responsabilità, per non lasciare il Paese privo di guida in un momento così difficile eccetera eccetera; come se si fosse domandato al Paese se si considera o meno in tale crisi da accettare un possibile mafioso ai vertici del Governo. L'alternativa, lo ricordo, non sarebbe l'anarchia, né la guerra di tutti contro tutti: semplicemente, sarebbe andare ad elezioni, e vedere se vengono rieletti Romani, Scilipoti, o una qualsiasi delle troiette del Premier. O il premier stesso.
Ma questo comporterebbe rallentamenti sulle nuove leggi antiprocesso del Cavaliere, sulla sua vendetta contro i Magistrati sotto forma di riforma della Giustizia, e sul federalismo, cazzo, non dimentichiamoci il Federalismo!

Se queste sono le vostre urgenze, compatrioti, beh: sucatevi il ministro in odor di mafia, il Berlusconi addolorato per l'amico Gheddafi, Minzolini al posto della Gruber, Giuliano Ferrara al posto di Enzo Biagi, e, più in generale, i quintali di merda in cui quotidianamente accettate di galleggiare. Magari fa bene alla pelle, chissà.

Uno strano concetto di responsabilità.

Che per stare in piedi il governo Berlusconi-Scilipoti abbia raccattato voti in maniera più che equivoca fra "pentiti" dell'opposizione (dopo avere gridato come ossessi al tradimento della volontà popolare non appena subìto il voltafaccia -annunciatissimo e cercato- dei finiani) fa già di per sé abbastanza schifo.
Il tanto vituperato Prodi, per dirne una, a quest'ora aveva già abbondantemente preso in saccoccia la propria sconfitta senza scendere a compromessi, trame segrete, e palesi prese per il culo dell'elettorato. Altro stile, altra responsabilità.

Ma che per raggiungere questo bel risultato si nomini Ministro della Repubblica un signor quasi-nessuno che da anni è coinvolto in una indagine per mafia, beh, fa proprio schifo al cazzo, e perdonate se l'analisi è fin troppo fine.

Naturalmente lo si è fatto per senso di responsabilità, per non lasciare il Paese privo di guida in un momento così difficile eccetera eccetera; come se si fosse domandato al Paese se si considera o meno in tale crisi da accettare un possibile mafioso ai vertici del Governo. L'alternativa, lo ricordo, non sarebbe l'anarchia, né la guerra di tutti contro tutti: semplicemente, sarebbe andare ad elezioni, e vedere se vengono rieletti Romani, Scilipoti, o una qualsiasi delle troiette del Premier. O il premier stesso.
Ma questo comporterebbe rallentamenti sulle nuove leggi antiprocesso del Cavaliere, sulla sua vendetta contro i Magistrati sotto forma di riforma della Giustizia, e sul federalismo, cazzo, non dimentichiamoci il Federalismo!

Se queste sono le vostre urgenze, compatrioti, beh: sucatevi il ministro in odor di mafia, il Berlusconi addolorato per l'amico Gheddafi, Minzolini al posto della Gruber, Giuliano Ferrara al posto di Enzo Biagi, e, più in generale, i quintali di merda in cui quotidianamente accettate di galleggiare. Magari fa bene alla pelle, chissà.

Come un rutto.

Ascolto il notiziario Radiopop, immerso in quello stato di crescente incredulità in cui mi dibatto da qualche giorno.

Il Governo ha annunciato un decreto urgente sulla Giustizia
(Oh, la sorpresa! Eccerto, se no come se la cava stavolta l’imputato B.?)
dichiarando che il provvedimento, data la situazione, non è più rinviabile.
(Ma hanno la faccia come il culo! Di tutte le urgenze… Io dico, ma come è possibile farsi così apertamente gli affari propri?)
La Lega, tuttavia, ha sollevato una questione
(Ah, beh, meno male! Saranno quello che sono i leghisti, ma un minimo di sussulto di dignità…)
sulla Festa dell’Unità d’Italia del 17 marzo.

Spontaneo, come gas dallo stomaco, mi è partito un vaffanculo.
Devo iniziare a razionarli, non vorrei finire presto la scorta.