Posts Tagged ‘sms michele’

E non son neppure tornato da solo.

Dopo lunga assenza -che gli perdono perché non è che puoi pressare il Basquiat dell’sms- si è rifatto vivo anche Michele, a cui volentieri appalto l’elzeviro odierno. Il pezzo, come sempre, merita.

 

Le case d’epoca a Milano hanno un fascino tutto loro con qualche controindicazione. Per esempio i caloriferi in ghisa non hanno la valvolina per spurgarli, mia moglie mi ha trifolato per dieci anni ma oggi ho ceduto.  L’amministratore mi ha mandato il suo idraulico, si chiama Giacomo come il bardo di Recanati. Giacomo e’ arrivato con suo agio questa mattina alle 10.30. Ha guardato I caloriferi e ha detto: “che meraviglia, non ne fanno piu’ cosi’ belli!”. Dai cinque caloriferi ha levato I tappi con il cannello ossidrico sollevando ceneri di vernice bruciata. Levato il tappo si sono aperte le caterrate, paghero’ l’IMU anche sul ruscello. Smontati tutti i tappi ha curiosamente iniziato a parlare di filetto. Io capisco che guadagni bene e che era ora di pranzo ma ci sono tagli meno cari ed altrettanto buoni!  Alla fine dopo 5 ore di lavoro e 5 ore di sue opinioni schiette e sincere circa i Patti Lateranensi se ne e’ andato. La casa ricorda una cascina del Polesine dopo la piena del 1953. Un bel lavoro! Dei cinque caloriferi ai quali ha smontato i tappi per montare le valvole la situazione e’ la seguente: ora nessuno dei cinque ha le valvole per questioni di filetto. Io pensavo che il filetto fosse un taglio pregiato di carne, invece c’e’ un secondo filetto. Questo secondo filetto serve per smadonnare, non si finisce mai di imparare. In Vaticano hanno degli idraulici cresciuti tra I seminaristi di Gorla, sono sempre calmi e pacati.Conclusione: ha preso delle misure. Fara’ fare I tappi, con valvola, da un tornitore che e’ a Milano in via Dante. Si chiama Tiffany, dice che e’ un po’ caro ma lavora bene. L’espressione di mia moglie al rientro a casa merita un capitolo a parte, ciao. Michele

 

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Da Michele, il nostro inviato al Camp Nou

Michele è interista: gli perdono già di essere destrofascio, gli passo anche questa, nel mucchio che differenza fa?
Anche perché talvolta, come oggi, mi risparmia di fare dell’ironia sulla sua squadra.

Nella lingua inglese oltre alla grammatica ed alla sintassi è importante applicare una regola non scritta: la regola dell’understatement. Eccone un esempio, attualmente non in uso nella didattica oggi utilizzata al British Institute.
Questa sera l’Inter ha fatto evacuare (non si intenda che la prestazione della compagine meneghina abbia fatto sgomberare i tifosi dagli spalti ma altra e ben più salutare attività individuale pur sempre di sgombero)!. In buon anglobritannico si direbbe: Inter did not play champagne football.
Unit two: now listen and repeat. Did Inter play a good match? No, because of the sponsor, the sweet Euchessin. That’s why of the absence of Champagne football!

Ce lo siamo giocato.

Converrete anche voi che il mio amico Michele meriti da sempre l’appellativo di originale.
Beh, con gli ultimi sms credo che siamo un buon passo oltre, credo che lo siamo perdendo.
Preoccupatevi con me.

Ecco il primo delirio, martedì:
Sto ascoltando Norma diretta da Levine; adoro il Risorgimento! Spinti ad unire non a dividere! Temo mi dia qualche disturbo; una cosa volevo dirti. A breve do albergo a Daniele Manin, poi si va a dare due colpi alla Contessina  Maffei: il Conte Andrea sta incendiando le venezie,  ha bisogno di compagnia! I Boito non vengono in quanto van per lupanari con Santorre di Santarosa. A fine serata si attacca pattuglia austriaca di ronda a Santa Marta, sei con noi?

Ed ecco il secondo, mercoledì sera:
Sto assistendo alla finale di Coppa Italia Lazio-Doria: una moderna scuola di Atene. I garbati tifosi laziali espongono striscioni commemorativi di tal Gabbo accostandoli a enormi effigi del nostro Gabbo. Gabbo non è, come erroneamente pensavo io, il diminutivo di Eliogabalo il noto Imperatore romano; Gabbo era un tifoso laziale stroncato dalla sindrome di Stendhal alla visione dell’annunciazione del Lotto. Non resse alla bellezza dell’angelo e spirò. I doriani prima del fischio di inizio han dimostrato le loro conoscenze araldiche. Si son diffusi, a guisa di trovatori occitani, ma privi dell’accompagnamento di un liuto, nel rifacimento degli alberi genealogici dei cortesi anfitrioni laziali. Pur avendolo cantato in coro con gran rispetto del contrappunto ed una sbalorditiva esattezza metronomica, temo che i laziali non abbian gradito. Mio figlio, che alle "otto e mezzo" è andato a letto, mi chiede saltuariamente quando lo porto allo stadio. Visto che non gli nego mai nulla lo porto a vedere Neuchatal-Servette, il Derby dei Grigioni!  

Ce lo siamo giocato.

Converrete anche voi che il mio amico Michele meriti da sempre l’appellativo di originale.
Beh, con gli ultimi sms credo che siamo un buon passo oltre, credo che lo siamo perdendo.
Preoccupatevi con me.

Ecco il primo delirio, martedì:
Sto ascoltando Norma diretta da Levine; adoro il Risorgimento! Spinti ad unire non a dividere! Temo mi dia qualche disturbo; una cosa volevo dirti. A breve do albergo a Daniele Manin, poi si va a dare due colpi alla Contessina  Maffei: il Conte Andrea sta incendiando le venezie,  ha bisogno di compagnia! I Boito non vengono in quanto van per lupanari con Santorre di Santarosa. A fine serata si attacca pattuglia austriaca di ronda a Santa Marta, sei con noi?

Ed ecco il secondo, mercoledì sera:
Sto assistendo alla finale di Coppa Italia Lazio-Doria: una moderna scuola di Atene. I garbati tifosi laziali espongono striscioni commemorativi di tal Gabbo accostandoli a enormi effigi del nostro Gabbo. Gabbo non è, come erroneamente pensavo io, il diminutivo di Eliogabalo il noto Imperatore romano; Gabbo era un tifoso laziale stroncato dalla sindrome di Stendhal alla visione dell’annunciazione del Lotto. Non resse alla bellezza dell’angelo e spirò. I doriani prima del fischio di inizio han dimostrato le loro conoscenze araldiche. Si son diffusi, a guisa di trovatori occitani, ma privi dell’accompagnamento di un liuto, nel rifacimento degli alberi genealogici dei cortesi anfitrioni laziali. Pur avendolo cantato in coro con gran rispetto del contrappunto ed una sbalorditiva esattezza metronomica, temo che i laziali non abbian gradito. Mio figlio, che alle "otto e mezzo" è andato a letto, mi chiede saltuariamente quando lo porto allo stadio. Visto che non gli nego mai nulla lo porto a vedere Neuchatal-Servette, il Derby dei Grigioni!  

Michele in Sudtirolo

Dalle valli nordiche, il weekend del nostro amato messaggiatore via telefonino.

Mia moglie ha deciso che avremmo fatto un salto a Brixen questo fine settimana e infatti qui mi trovo. Ho colto l’occasione per fare sfoggio dei miei abitucci tirolesi ma l’idea ha generato un fuori programma. Questa mattina mentre mi aggiravo per Bressanone agghindato come una comparsa del film "La Principessa Sissi" sono stato avvicinato da un gruppo di giapponesi che hanno cortesemente insistito per essere fotografati meco. L’avere un marito confuso per un operatore della pro-loco non ha inorgoglito mia moglie la quale ha assunto la medesima espressione della signora Thatcher quando fu informata dell’attacco alle Falkland. Gli indigeni son gentili, lindi, disciplinati e silenziosi. Ma non quando ridono; quando ridono lo fanno di gusto e sono di una ilarità contagiosa. Prorompono in una risata oltre i 130 db. La cucina è sostanziosa ma oltre il III giorno di permanenza i padani , non abituati a tale dieta, hanno un attacco di gotta (modello Enrico VII) con regolamentare alluce a forma di Knödel. Nel caso i una vostra visita vi sconsiglio di assaggiare il pane nero, esso vi ricorderà a lungo di esservi nutrito di lui a causa di un curioso fenomeno da lui generato.

 

Bressanone II giorno. Fraü Stochner (la sciura/regiura) della GastHaus che ci ha ospitato aveva previsto l’utilizzo di due camere comunicanti. A causa del regime alimentare di queste zone sono stato invitato dalla Lady di ferro a dormire solingo nella stanzina originariamente destinata al bimbo, scoprendo solo questa mattina di essere stato  piantonato durante la notte da due Gurka nepalesi. L’obbligo di dimora non ha impedito che avessi una gradevole colazione durante la quale mi son dato un tono leggendo corrucciato il Dolomiten senza capire nulla. La mia signora con il garbo di Giulio II mi ha successivamente comunicato che essendo Brixen sede vescovile avremmo assistito alla funzione in Duomo.  Consiglio l’esperienza anche ai volterriani. La funzione viene celebrata in lingua locale priva di sottotitoli pertanto non vi è motivo alcun motivo di essere contrariati.  Gli astanti cantano compatti canoni polifonici accompagnati da un organo a 900 canne ed allo scambio del segno di pace siamo stati oggetto di un sorriso e di una stretta di mano. Uscito dal Duomo, vestito da Guardiacaccia della condotta di Vipiteno,  ho fatto ingresso in una Stübe. Qui, assistito da un cardiologo bilingue, ho ripreso la abituale dieta tirolese collegato ai più moderni macchinari medici. Al ritorno guida Giulio II. By Appointment of Michele B.

 

 

Michele in Sudtirolo

Dalle valli nordiche, il weekend del nostro amato messaggiatore via telefonino.

Mia moglie ha deciso che avremmo fatto un salto a Brixen questo fine settimana e infatti qui mi trovo. Ho colto l’occasione per fare sfoggio dei miei abitucci tirolesi ma l’idea ha generato un fuori programma. Questa mattina mentre mi aggiravo per Bressanone agghindato come una comparsa del film "La Principessa Sissi" sono stato avvicinato da un gruppo di giapponesi che hanno cortesemente insistito per essere fotografati meco. L’avere un marito confuso per un operatore della pro-loco non ha inorgoglito mia moglie la quale ha assunto la medesima espressione della signora Thatcher quando fu informata dell’attacco alle Falkland. Gli indigeni son gentili, lindi, disciplinati e silenziosi. Ma non quando ridono; quando ridono lo fanno di gusto e sono di una ilarità contagiosa. Prorompono in una risata oltre i 130 db. La cucina è sostanziosa ma oltre il III giorno di permanenza i padani , non abituati a tale dieta, hanno un attacco di gotta (modello Enrico VII) con regolamentare alluce a forma di Knödel. Nel caso i una vostra visita vi sconsiglio di assaggiare il pane nero, esso vi ricorderà a lungo di esservi nutrito di lui a causa di un curioso fenomeno da lui generato.

 

Bressanone II giorno. Fraü Stochner (la sciura/regiura) della GastHaus che ci ha ospitato aveva previsto l’utilizzo di due camere comunicanti. A causa del regime alimentare di queste zone sono stato invitato dalla Lady di ferro a dormire solingo nella stanzina originariamente destinata al bimbo, scoprendo solo questa mattina di essere stato  piantonato durante la notte da due Gurka nepalesi. L’obbligo di dimora non ha impedito che avessi una gradevole colazione durante la quale mi son dato un tono leggendo corrucciato il Dolomiten senza capire nulla. La mia signora con il garbo di Giulio II mi ha successivamente comunicato che essendo Brixen sede vescovile avremmo assistito alla funzione in Duomo.  Consiglio l’esperienza anche ai volterriani. La funzione viene celebrata in lingua locale priva di sottotitoli pertanto non vi è motivo alcun motivo di essere contrariati.  Gli astanti cantano compatti canoni polifonici accompagnati da un organo a 900 canne ed allo scambio del segno di pace siamo stati oggetto di un sorriso e di una stretta di mano. Uscito dal Duomo, vestito da Guardiacaccia della condotta di Vipiteno,  ho fatto ingresso in una Stübe. Qui, assistito da un cardiologo bilingue, ho ripreso la abituale dieta tirolese collegato ai più moderni macchinari medici. Al ritorno guida Giulio II. By Appointment of Michele B.

 

 

Michele, eto stà a Ro’igo?

Michele in trasferta per lavoro è un’occasione per conoscere l’Italia. Disponibile in sms.

Non ero mai stato nella zona di Rovigo, mi ci ha portato il mestiere. Il rodigino è lieto e misurato, se se ne attira l’attenzione egli risponde "comandi". Dopo aver risposto alle domande egli chiede "va ben?" e nel prender congedo dice "permette?". Permette viene utilizzato anche nel trasferire la vostra chiamata telefonica ad un secondo rodigino, alcune centraliniste emettono 850 "permette" al giorno ma ricevono una indennità cottimo. Ciò nonostante il rodigino non si rivolgerà mai a voi con il lei o il voi; neanche con il coloro. Il rodigino vi darà del tu, sorridendovi. Il rodigino pronunzia una consonante su 30. Ne consegue una qualche difficoltà nella comprensione, è allo studio un rodigino con una rotella a guisa di sintonia sotto l’orecchio destro. La frequentazione del rodigino di genere maschile è vivamente sconsigliata a infanti, porporati e signore di ogni estrazione. Costui confuta, in maniera rustica ma costante, alcuni dogmi sanciti da Papa Ghislieri durante il Concilio di Trento. Domani ho una serie di riunioni (iunioi io rodigino) in loco, sono un filo teso.

 

Rovigo II giorno – La viabilità rodigina riflette il carattere semplice e pratico dei suoi abitanti. L’assenza di barriere naturali ha permesso l’uso di due sole modalità: il rettilineo e la curva a 90 gradi. La S.S. Romea è per larghezza e manutenzione ferma all’epoca giustiniana: ve ne consiglio la percorrenza con le quattro frecce inserite, fazzoletto bianco sbandierante e finta gestante seduta al posto del passeggero. La cucina è marinara, il pomodoro è sconosciuto ed i pesci hanno nomi diversi dalle terre evangelizzate.   Ciò non ha minato il sollazzo delle mie papille gustative in questi due giorni! Per i più curiosi segnalo un’edilizia alquanto bizzarra. Palazzi del ventennio ricordano ai rodigini che lo stato è presente. Inps, Tribunale, Agenzia Entrate, Prefettura sono figli di una razionale e italica matita! Le case no! Le case riecheggiano case veneziane ma messe in aperta campagna! Stucchi, leoni alati e piccoli Rialto lasciano immaginare al loro interno civettuole damine con regolamentare neo. Gli incontri di lavoro sono stati rapidi precisi ed efficienti. Nel complesso esperienza positiva. Rovigo, reccomended by Michele B..