Posts Tagged ‘terra dei cachi’

Con tutta la simpatia di noi gobbi.

Dopo lo 0-2 di San Siro (Lllorrente, Tevez) alcune brevi considerazioni, più una già più lunga.

Primo: se nel calcio il gol fosse un particolare, il Milan avrebbe meritato i 3 punti. Ma non lo è.
Secondo: quel numero 10 sulle spalle di Tevez inizia a non sembrarmi piú tanto strano.
Terzo: i milanisti l’hanno applaudito, lo scimmione, alla sua uscita. Beh, chapeau a loro.

A latere, un pensiero che dal calcio sconfina: Tevez, come tutti sanno, tre anni fa era già del Milan, tutto fatto. Ma si preferì confermare Pato, che trombava con la figlia del Presidente. Oggi Pato credo sorvegli le borse dei compagni mentre quelli giocano, in non so quale squadra -non di vertice- brasiliana; Tevez, beh, gioca in una maniera semplicemente mostruosa, e alla sua non verde età solo per monumentale idiozia del CT argentino non farà i mondiali.
Il che dimostra, anche a quelli che il lunedì preferiscono parlare di calcio invece che di politica, almeno due cose che in questa sede ma per altri motivi da tempo vado sostenendo: che il conflitto di interessi di chi prende decisioni lo paga chi da quelle decisioni lecitamente si attendeva il meglio; e che Berlusconi, con buona pace dei suoi generosi sostenitori, è da tempo rincoglionito.

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Pessimismo e fastidio.

Seguo le vicende politiche di queste ore (a futura memoria, ricorderò che è in atto un confronto fra Letta attaccato come un mitile alla Presidenza del Consiglio, e Renzi, che totalmente dimentico delle proprie  rassicurazioni e dichiarazioni pubbliche di intenti degli ultimi mesi, tenta di aprirgli le valve con l’ausilio del proprio ruolo di Segretario del PD, usato a m0′ di piede di porco) con -vediamo se riesco a sintetizzare- incredulità, crescente fatalismo, preoccupazione.

Sono personalmente fra i molti che pensano che Renzi stia per fare una cazzata: non tanto per brama di potere (spiegazione semplicistica, buona per pentastellati o “sinistra-vera”) quanto per sopravvalutazione delle proprie capacità.
Matteo, che vuoi che ti dica? Vediamo, magari hai ragione tu e sostituire Letta alla testa di un governo impantanato e incapace per sua stessa natura, e non certo uscito dalle urne, è una buona idea.

 
A me, frulla però in testa in queste ore la profezia di Cristiano Valli:
“Governeranno esattamente il tempo necessario per stare sul cazzo a tutti, non un minuto di più.”
Come in una puntata di The Walking Dead, ho la senzsazione che, se nessuno sta barando sulla sceneggiatura, non possa finire bene. Vediamo.

Cronosisma

Nel suo romanzo “Cronosisma” Kurt Vonnegut (che, se non vi ho mai detto che era un genio, beh, ve lo dico adesso) immagina che, a causa di una distorsione nello scorrere del tempo, tutti tornino indietro di alcuni anni e, non potendo cambiare il passato, siano costretti a rivivere nuovamente gli anni passati esattamente nello stesso modo in cui li avevano già vissuti.

Dev’essere questo che sta succedendo in Italia. Un cronosisma di venti anni.

Casini sta vivendo il suo ritorno di fiamma per Berlusconi, paiono tornati ai tempi del fidanzamento. La sinistra è convinta di vincere le prossime elezioni, che invece perderà. I leghisti agitano manette in Parlamento, teneri. E quelli del Movimento 5 Stelle, che sono tutti più giovani, si comportano esattamente come si comportavano vent’anni fa, all’asilo.

La vita è tutta una disillusione.

Ferito e mesto, sento che baratterei volentieri la recente fantastica vittoria di Civati alle primarie del PD per la qualificazione della Juventus agli ottavi di Champions League.
(Aspettate, mi fanno segni dalla regia…)

Marina, staa assentì chettedice er Marchese.

Leggo che Marina Berlusconi afferma che l’Italia (e io mi devo riconoscere come italiano finché un paese più civile, tipo il Burkina Faso, non accetterà la mia richiesta di asilo politico) dovrebbe vergognarsi di avere espulso suo padre dal Senato.
Noi.
NOI dovremmo vergognarci.

In risposta, citerei le immortali parole di Gasperino il Carbonaro ne Il Marchese del Grillo.
“Ladro tu, e pure tu’ padre, e pure tu’ nonno. E io vi licenzio tutti e tre.”
(Su Youtube, 2’12” ben spesi)

Però, ripensandoci, anche un vaffanculo non sarebbe fuori luogo, eh?

Rinascita di Forza Italia.

“A quando la rinascita delle Spice Girls?”
(Vladimir Luxuria)

Facebook e la cronaca nera.

Ieri, ascoltando distrattamente il giornale radio, ho appreso che ha confessato l’autore di un crimine tanto violento quanto assurdo, l’omicidio a calci e pugni di una donna nella sua gioielleria a Saronno.
E ho provato sollievo.
Non solo e non tanto perché so che c’è in giro un criminale in meno a far danni, e neppure perché immagino se non la fine, almeno la diminuzione dell’angoscia  del dolore dei cari della vittima, aumentata fino ad oggi dal sapere in circolazione il responsabile del crimine.

Ma ho anche provato sollievo perché l’assassino è un italiano.

Non fraintendetemi, non sono tifoso della Nazionale di Assassinio.
Solo, in un breve istante ho realizzato quanti post, quante condivisioni, quanti commenti, quante condivisioni apertamente o sottilmente razziste mi sono risparmiato su Facebook rispetto al caso invece lo stesso crimine fosse stato commesso, per dire, da un romeno o un nordafricano.
Niente indignate grida d’allarme del tipo “non farà neanche un giorno di galera” (ma che ne sapete voi? Avete in mano una sentenza, vedete nel futuro?)  niente falsità del tipo “è già libero”, insomma niente trattamento Kabobo. Spiace soprattutto per l’ineffabile Adesso Fuori Dai Coglioni, costretto a passare per una volta la mano. Questo è bianco e italianissimo.

E improvvisamente la passione per la cronaca nera e la sacra indignazione che avevo registrato in molti evaporeranno per lasciare spazio, per fortuna, ad altro: un gattino che dorme buffo, magari.
Meglio così, a me piacciono i gattini.